inCassati! / Lettera di “Sold Out” a Babbo Natale


Un’idea di città dove non si parli solo del “Bologna calcio”, dove nessuno caghi più i candidati sindaco alle primarie e secondarie; dove i servizi per i poveri non siano da poveretti.

24 dicembre 2010 - 10:30

Bologna SOLD OUT

Épuisé – Agotado – Vergriffen – tutto esaurito – SOLD-OUT – vândut – wyprzedane…

Lotta alla povertà o lotta ai poveri?
Bologna è ancora una città accogliente? Molte persone non hanno ne’ casa ne’ dormitorio. Cosa significa solidarietà sociale oggi? Esiste un problema di accesso ai servizi sociali?
Siamo Operatori, persone senza dimora, utenti, cittadini e curiosi del sociale. Abbiamo una nostra idea del “sociale” e parliamo di diritti di cittadinanza e marginalità, pensiamo ad una città nella quale sia possibile abitare i confini e per questo vogliamo agire, coltivare proposte costruttive, eventi e fatti concreti.

LETTERA APERTA A BABBO NATALE

Caro Babbo Natale. Ma forse è meglio mettere in copia anche Gesù bambino che siamo messi male.
Quest’anno ho bisogno più dell’anno scorso.
Quest’anno portami un po’ di lavoro. Di quello sano, di quello pulito. Un impegno che non mi faccia sentire un chierichetto della parrocchia, un lavoro da poter condividere la sera a cena con gli amici. Insomma qualcosa che sembri un lavoro vero.
Fammi vivere in una città dove non si parla del Bologna. calcio o degli outlet Dove nessuno caga più i candidati sindaco alle primarie e secondarie; dove i servizi per i poveri non sono da poveretti.
Ferma i tagliatori di servizi e fagli vedere quanto spreco c’è in CIttà.
Aiutami a non rassegnarmi ai lavori fatti male, ai progetti senza scopo.
Che sia finita presto e se tutto deve sprofondare, che avvenga senza prese per il culo e parole di buoni intenti o promesse da parte di politici ed esperti burattinai della città.
Sciogli tutti i tavoli di concertazione, di coordinamento, di raccordo… che tanto di ‘sta povera gente non frega niente a nessuno. E brucia tutte le agende piene di impegni per gestire e mai per risolvere.

E poi disperdi nell’oblio parole vuote come: MISSION, BUONE PRASSI, INVESTIMENTO, RETE, SOLIDARIETA’, SPIRITO COOPERATIVO, INTERFACCIA, QUALITA’, RISORSE UMANE, STEP, PERCORSI, SENSO, DARE UN SENSO, TROVARE UN SENSO… CRISI, TAGLI e tutti i concetti con prima il RI e cioè: RI-PROGETTAZIONE, RI-ORGANIZZAZIONE, RI-CONDIVISIONE… e chi più ne ha più ne metta.
Che la disponibilità e l’impegno non diventino un passo carraio per il mio didietro.
Sul lavoro vediamo di passare dal molto e male al poco e bene.
Fammi stare lontano da chi considera un valore sociale lavorare con superficialità e vorrei essere fiero e soddisfatto di quello che faccio.

Se chiedo troppo, come al solito, fai un po’ come quest’anno e cioè che ognuno alla fine, davanti alla propria miseria, è uguale a colui che considera peggiore e così via. Anzi: e così sia.

> Nell’ambito del progetto inCassati!, promosso da Vag61 in collaborazione con Zic, prosegue la rubrica che raccoglie esperienze di resistenza e di lotta portate avanti dai lavoratori colpiti dalla crisi.

La redazione di Zeroincondotta

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