inCassati! / Lettera aperta ai cittadini di Bologna sulla riduzione dell’orario di apertura di Sala Borsa


Riceviamo e pubblichiamo una lettera alla cittadinanza che fa ironicamente il punto sulla situazione dei servizi bibliotecari del Comune e sulle condizioni dei lavoratori.

18 dicembre 2010 - 12:04

Lettera aperta ai cittadini di Bologna sulla riduzione dell’orario di apertura di Sala Borsa

Vogliamo esprimere il nostro entusiasmo e la nostra soddisfazione per il successo ottenuto nella salvaguardia del servizio di apertura di Sala Borsa, che da gennaio 2011 rimarrà chiusa solamente due giorni su sette, domenica e lunedì, eliminando quindi uno dei giorni di più alta affluenza in biblioteca.

Siamo sinceramente riconoscenti a chi ha tagliato solamente del 25% l’orario lavorativo dei dipendenti della cooperativa Working che svolgono il proprio servizio a Sala Borsa, riuscendo mirabilmente a limare le ore di lavoro sacrificando in gran parte quelle svolte al di fuori dell’orario di apertura al pubblico, in modo che i lettori non se ne accorgano nemmeno. Siamo convinti peraltro che i lavoratori della Working, previo un breve corso di acrobazia e funambolismo, riusciranno a riordinare i 2.500 prestiti giornalieri nell’abbondante mezzora che il nuovo contratto concederà loro a tale scopo. Allo stesso tempo siamo sicuri che il lavoro di riordino svolto da questi sarà comunque effettuato all’insegna dell’efficienza e della sobrietà, quella sobrietà che diventerà fedele compagna di chi vedrà il proprio stipendio mensile abbassarsi al di sotto del livello di sussistenza.

Attendiamo fiduciosi novità sulle riduzioni di servizio nelle biblioteche di quartiere, sperando di riscontrarvi la stessa lungimiranza utilizzata per Sala Borsa.

Come cittadini, lettori e lavoratori delle biblioteche bolognesi guardiamo con ottimismo al futuro, e in particolare al mese di settembre 2011 quando, al ritorno dalle ferie, i cittadini di Bologna potrebbero trovare i servizi bibliotecari ulteriormente ridotti di qualche ora settimanale, magari dopo una campagna che minacci tagli ancora maggiori, in modo da dipingere, come accade oggi, una diminuzione dell’orario di apertura come una grande vittoria civile.

Grazie alla brillante scelta di aver appaltato a una cooperativa esterna le mansioni di prestito, restituzione e riordino dei libri, la attesa ed evocata razionalizzazione delle spese può così tradursi in un semplice taglio delle ore lavorative, in un’ovvia riduzione degli stipendi e in un aggravio delle mansioni per lavoratori già privi di basilari strumenti di tutela contrattuale.

Quella intrapresa dall’Amministrazione comunale ci sembra la strada giusta e maestra per realizzare la Bologna che sogniamo: una città che investe sulla cultura, con biblioteche e archivi aperti in orari accessibili anche a chi lavora, che garantisca un servizio efficiente grazie al riconoscimento della professionalità dei propri addetti.

Una Bologna che guarda al futuro.

Per i Bibliotecari Necessari

Enrico Cavalieri

Davide Fioretto

Maria Chiara Sbiroli

Marta Facen

Federico Olmi

Matilde Altichieri

Luca Pastore

Leonarda Martino

> Nell’ambito del progetto inCassati!, promosso da Vag61 in collaborazione con Zic, prosegue la rubrica che raccoglie esperienze di resistenza e di lotta portate avanti dai lavoratori colpiti dalla crisi.

La redazione di Zeroincondotta

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