L’Elefante comincia la danza e la mappa dei ribelli in Ateneo


In una riunione di vertice l’Alma Mater prende posizione sulla riforma Gelmini, annunciando la sospensione della didattica. Dopo aver fatto la conta dei ricercatori “ribelli”.

21 settembre 2010 - 23:06

La riunione straordinaria, già annunciata da voci di corridoio, durata quattro ore tra il rettore Ivano Dionigi e i 23 presidi delle facoltà dell’Alma Mater è terminata oggi con la presa d’atto dell’ampiezza della protesta dei ricercatori precari e con la presa di posizione dell’Ateneo rispetto alla riforma “che rischia di compromettere lo stesso ruolo dell’università”.

Con un documento sottoscritto dai partecipanti, che dovrà essere discusso venerdi nella prossima seduta del Senato Accademico, si ipotizza la sospensione delle lezioni per una settimana, per far luce sulla riforma e sui tagli in essa contenuta che mettono a rischio il futuro dell’Ateneo e dell’università tutta.

Domani si terranno diversi Consigli di Facoltà in cui ogni organo prenderà posizione sulle proposte uscite oggi dall’assemblea presidi-rettore, ma già alcuni ci tengono a posizionarsi rispetto alle richieste avanzate dai ricercatori precari in mobilitazione: se per Luigi Guerra, preside di Scienze della Formazione “la nostra non e’ una risposta alla loro protesta, ma una presa di posizione dell’Ateneo contro il decreto Gelmini in cui, certamente, si possono riconoscere anche i ricercatori. Ma con loro non c’e’ nessun tipo di baratto.”, il preside di Agraria Segré mette in avanti la sua volontà di non procedere a nuovi bandi per sostituire i ricercatori “indisponibili” (“in primis per mancanza di fondi”) e aspetta di avere il loro giudizio sulla presa di posizione che uscirà dal Senato Accademico di venerdì.

La preoccupazione anche per la settimana di mobilitazione annunciata: “che non diventi una riunione di condominio” – si lascia andare qualche preside. E non fare “errori di comunicazione”, riferendosi alla proposta del rettore Dionigi sulla sostituzione dei ricercatori “ribelli”, che la scorsa settimana aveva suscitato ampie polemiche.

Dalla riunione di oggi esce anche una mappatura più precisa del blocco della didattica promosso dai ricercatori sotto le Due Torri: se a Giurisprudenza, Economia (Forlì e Bologna), Scienze Politiche (entrambe le sedi) e i Beni Culturali la protesta è rientrata, con la maggior parte dei ricercatori che già oggi ha cominciato le lezioni, a Lettere 30 ricercatori su 98 si dichiarano indisponibili, pur legando la loro astensione all’attesa di una presa di posizione dell’Ateneo sulla riforma. Nell’ambito umanistico, rimangono la Scuola di Interpreti, 17 su 22, e Scienze della Formazione, 40 su 53, a tenere sul blocco della didattica.

Il ramo scientifico si mostra più combattivo: 100% di adesioni al blocco ad Architettura e Chimica Industriale.Ad Agraria sostengono il blocco in 82 su 86, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali ha un 75 su 154, Veterinaria 32 su 50 e Ingegneria di Bologna è al 50%.

La “danza” dei “ribelli” ha coinvolto anche la pachidermica Alma Mater.

d.g.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati