Leggi diverse, stesso lavoro: chi sfrutta il razzismo?


Riceviamo e pubblichiamo dal Coordinamento Migranti

28 giugno 2010 - 10:03

Il primo marzo 2010 in molte città d’Italia ed Europa molti lavoratori hanno aderito all’iniziativa “24 ORE SENZA DI NOI”. A Bologna, le RSU FIOM Bonfiglioli, Titan, Ducati M., Euroricambi e Baschieri hanno scioperato e sono scese in piazza insieme al Coordinamento Migranti per dire No alla Legge Bossi-Fini, No al pacchetto sicurezza e al razzismo istituzionale!

La crisi economica, gli attacchi allo statuto dei lavoratori e all’art.18 determinano una competizione assurda tra lavoratori italiani e migranti.

La legge Bossi-Fini regola lo sfruttamento del lavoro migrante: il contratto di soggiorno per lavoro costringe i migranti a stipulare contratti di lavoro sempre più precari e ad accettare condizioni di lavoro peggiori pur di rinnovare il permesso di soggiorno. Finché una parte della forza lavoro sarà ricattata in questo modo, la condizione di tutti i lavoratori non potrà che peggiorare.

L’attacco all’art.18 è la prova di tutto questo: il governo vuole cancellare i diritti del lavoro per costringere tutti i lavoratori ad accettare contratti precari, mansioni più dure e salari più bassi. Quello che si vuole è una forza lavoro sempre più disponibile alle esigenze del padrone. Per questo, noi pensiamo che italiani e migranti devono lottare insieme dentro i luoghi di lavoro.

Il razzismo non colpisce soltanto l’ambito lavorativo, ma anche le famiglie e i bambini, il nostro futuro! Gli assurdi provvedimenti come le classi separate e il tetto massimo di alunni stranieri nelle scuole sono il segno di un attacco generale al sistema scolastico, sempre più impoverito da tagli che colpiscono tutti: gli asili, il tempo pieno e le mense scolastiche sono sempre più un privilegio per pochi.

Quanto accaduto in Grecia e la finanziaria in Italia dimostrano che i governi europei hanno l’intenzione di uscire dalla crisi attaccando il welfare e scaricando i costi sui lavoratori. In questa situazione crediamo che sia un’illusione pensare di difendere qualcosa lasciando che siano “altri” a pagare: il razzismo è uno strumento per dividerci e impedirci di agire con più forza per affermare i nostri interessi.

Noi delle RSU FIOM Bonfiglioli, Ducati M. e Titan, e del Coordinamento Migranti continueremo a dire no al razzismo perché crediamo nell’uguaglianza di tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici, e crediamo che soltanto uniti possiamo difendere e allargare ciò che abbiamo conquistato grazie a decenni di lotte e che oggi vogliono mettere in discussione.

Il 1° marzo è stato soltanto il punto di partenza di un percorso che noi vogliamo continuare: vogliamo impegnarci affinché la lotta contro il razzismo diventi parte centrale della lotta di tutti i lavoratori, uniti, perché nessun lavoratore venga più discriminato e ricattato. Lo faremo perché crediamo che solo così potremo essere più forti.

RSU FIOM Bonfiglioli, Titan, Ducati M.

Coordinamento Migranti Bologna,
Coordinamento Migranti Castel Maggiore

Per Info e adesioni: coo.migra@yahoo.com – 3275782056

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