Le parole del dolore [audio]


Report e audio della presentazione del libro “Aldro” di Francesca Boari.

18 dicembre 2009 - 13:54

Aldrodi Greta Zuccheri

Presentato a Bologna “Aldro” di Francesca Boari, con un’introduzione dello scrittore Stefano Tassinari. Oltre all’autrice presenti i genitori di Federico, Patrizia e Lino, che hanno parlato di come questo libro, unito ai movimenti che hanno portato avanti la causa, abbia rappresentato un grande sostegno, in una vicenda in cui non vi è possibilità di trovare una spiegazione a una perdita assurda.

E’ il dolore il filo conduttore di tutto il libro, il dolore dei familiari e non solo, il dolore straziante di tutte le persone che si sono avvicinate a questa vicenda, raccontato con una lingua lirica, poetica. Il “romanzo-non romanzo” di Francesca Boari non è infatti in alcun modo una controinchiesta, è un libro intimista, che pone al centro l’aspetto umano, attraverso le parole di più io narranti, dall’avvocato a Patrizia fino allo stesso Federico di cui si ricostruisce la terribile notte attraverso il suo stesso punto di vista.  I personaggi, tutti reali, sono indagati nel profondo, l’autrice si sofferma in gran parte a ricostruire i loro pensieri più che le loro azioni, tenta di entrare nel loro cuore e nella loro testa. La cronaca infatti è in un qualche modo tagliata fuori (è stata infatti tolta prima della pubblicazione del libro) e allo stesso modo non viene raccontata  nel corso della serata la vicenda drammaticamente nota dell’uccisione di Federico da parte di 4 agenti di polizia, la discussione trae le mosse dal romanzo per centrarsi sulla sofferenza, che emerge ancora forte nelle parole commosse di Patrizia.

Nel libro le voci dei protagonisti sono intervallate alle lettere che Patrizia pubblicava sul blog, dal quale ha preso il via la mobilitazione delle singole persone, contribuendo in modo fondamentale all’avanzamento della vicenda giudiziaria, che ha infine prodotto una condanna a tre anni e 4 mesi  per tutti gli imputati, che ricorreranno in appello. Il primo personaggio con cui si apre il romanzo è l’avvocato, il quale risulterà ben presto molto coinvolto nella vicenda dei familiari, instaurando con essi un rapporto stretto, che va oltre il semplice legame legale-cliente. Le parole di Patrizia si muovono invece sul doppio binario del dolore: quello razionale che si traduce nel blog, nella volontà di andare avanti, fare giustizia, scoprire la verità coinvolgendo più persone possibile, e quello irrazionale, che nei lunghi monologhi non può trovare una spiegazione alla scomparsa del figlio, con cui continua, invano, a cercare di parlare. Il dolore infine ha coinvolto la stessa autrice, la quale, grazie all’empatia che subito si instaura con Patrizia, proietta quella vicenda su di sè, in quanto madre e in quanto insegnante, ogni giorno a contatto con tanti giovani che osserva con curiosità e stupore, cercando un dialogo che troppo spesso manca. Francesca stessa ammette che ogni tanto deve sospendere la scrittura, tale è il processo di immedesimazione e il rischio di identificazione.

Questo libro insomma è un diario a più voci, è il frutto di un rapporto stretto e intenso che si è instaurato tra Francesca e Patrizia,  è dedicato a Federico, di cui l’autrice ha restituito la sua persona e non solo l’insieme di eventi delle pagine di cronaca. Per Patrizia “Francesca ha saputo dare voce a Federico”.

> Ascolta la lettura di un capitolo del libro

> Ascolta l’intervista all’autrice Francesca Boari

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati