Le pance piene e le schiene delicate dell’Idv


Le “spese allegre” del gruppo regionale dell’Italia dei Valori, che predica “bene” e razzola “così così”. Campioni di moralismo in casa degli altri, spendaccioni (alla faccia della crisi) con i nostri soldi.

14 settembre 2011 - 10:32

Qualche giorno fa, in piena tempesta sui rimborsi per i viaggi dei consiglieri comunali di Bologna il consigliere Caviano, dell’Idv, fece una dichiarazione abbastanza impegnativa: “Come Italia dei Valori riteniamo la richiesta di rimborso della consigliera Castaldini un vero e proprio schiaffo a tutte quelle persone strozzate dalla crisi che faticano ad arrivare a fine mese. Anche se il regolamento comunale permette, per determinate trasferte, di avvalersi di rimborsi spese, in questo particolare momento storico l’abusare di questi benefit va vergognosamente al di fuori di ogni etica tendente al risparmio dei costi della politica”.

L’Italia dei Valori è un partito che adora il moralismo e le bacchettate sulle mani, che si dichiara “campione di anti-casta”, ma che molto spesso si attornia di personaggi non troppo limpidi: da Scilipoti in giù, la lista non è delle più corte.

E’ un partito dove, molto spesso, scoppiano feroci lotte intestine. Dove si fanno volare stracci. Dove si mette la merda nei ventilatori e la si espande in giro. Si tratta di vere e proprie guerre per bande che lasciano ferite e tracce. Una di queste è scoppiata nella nostra regione e ha fatto passare, di mano in mano, copie dell’estratto conto del Gruppo Consiliare all’Assemblea Legislativa dell’Emilia – Romagna.

A prima vista, viene da pensare che ai consiglieri regionali dell’Idv piaccia mangiare bene e dormire comodi. Ne sono testimonianza diverse voci di spesa, limitate al solo mese di giugno 2011.

3/6/2011 – Bistrot Ravenna, un ristorante situato nel centro storico di Ravenna, famoso per la cucina regionale contaminata con divagazioni extraterritoriali. Il conto pagato 207 euro.

6/6/2011 – Qui c’è una spesa consistente alla stazione centrale di Bologna di 546 euro, sarà sicuramente stata per un bel “viaggio comitiva”.

7/6/2011 – Ristorante Antica Pesa di Roma, nel sito c’è scritto: “Ristorante storico della capitale, punto di riferimento per molti personaggi dello spettacolo e della politica, garanzia di qualità e professionalità. In tavola specialità mediterranee in particolare regionali e romane che spaziano dalla carne al pesce. Da provare la salsiccia di Monte San Biagio. Ricca la cantina con etichette non proprio economiche”. Il conto pagato 389 euro.

9/6/2011 – International Palace Roma, le informazioni tratte dal sito sono: “Posto in uno splendido edificio del XIX secolo, sorge di fronte al Teatro dell’Opera di Roma e offre camere eleganti provviste di connessione wireless gratuita, di aria condizionata e di TV satellitare. L’International Cafè, ristorante dell’hotel, serve prodotti tipici locali esaltati da aromi e fragranze intensi. La colazione consiste in un buffet all’americana. Il bar è aperto fino a tarda notte e propone snack gustosi e ottimi cocktail, preparati da un barman esperto”. Il conto pagato 555 euro.

22/6/2011- Ristorante Europa Bologna. Dal depliant: “Il più classico ed esclusivo dei ristoranti, con piatti tradizionali della cucina italiana e bolognese, il ristorante Europa si trova nei pressi del Quartiere Fieristico di Bologna”. Il conto pagato 129,60 euro.

27/6/2011 – Ristorante Europa Bologna. Il conto pagato 106,38 euro.

Queste sono dati riguardanti solo il mese di giugno, sarebbe interessante spulciare i mesi precedenti, dato che, secondo, l’ex consigliere regionale dipietrista Matteo Riva (passato al Gruppo Misto), nei primi sei mesi del 2011 sarebbero stati “consumati” 25.000 euro per “spese allegre”. Riva ha dichiarato che porterà tutto alla Corte dei Conti.

Matteo Riva, un tempo, sarebbe stato chiamato una bandieruola. Oggi è un “politico di mestiere medio” che ha un percorso simile a tanti suoi colleghi. Il suo è un po’ particolare, ma perché farci caso: è stato, negli anni, prima democristiano, vicino all’area dello zio Gian Guido Folloni (fu ministro per i rapporti col Parlamento), poi segretario a Reggio Emilia dei Comunisti Italiani con Diliberto, poi è saltato sul carro di Di Pietro, oggi è un cosiddetto “fritto misto”.

Questi conti un’idea a una persona strozzata dalla crisi, che fatica ad arrivare a fine mese, gliela fa brillare in testa, a proposito dei cosiddetti costi della politica: “Que se vayan todos!”

Senza fare troppa demagogia, consapevoli che i consiglieri dell’Idv parleranno di cene, pranzi e viaggi di lavoro legittimi, previsti dal regolamento del Consiglio Regionale, vorremmo ricordare che, attraverso questo sistema, il signor Flavio Delbono, ex vicepresidente della Regione ed ex sindaco di Bologna, ha potuto fare tutto quel che ha fatto.

C’è una cosa in più, sottolineata all’inizio di questo articolo, da un esponente di spicco dell’Idv della nostra città, la questione dello “schiaffo a chi non arriva a fine mese”.

Vorremmo ricordare che, per i “pranzi di lavoro”,

– gli operai metalmeccanici ricevono, mensilmente, dalle aziende, 21 buoni pasto giornalieri del valore di 5,16 euro l’uno (i più fortunati possono arrivare a 6 euro, le aziende più grandi hanno la mensa interna);

– i dipendenti comunali hanno diritto a 10 buoni pasto al mese, per i cosiddetti “rientri pomeridiani”, del valore di 10,32 euro a rientro;

– i dipendenti regionali hanno diritto a 10 buoni pasto al mese, per i cosiddetti “rientri pomeridiani”, del valore di 14,82 euro a rientro.

Forse, tenendo conto di quanto ammontano gli stipendi dei consiglieri regionali (e i vitalizi), sarebbe il caso che si desse una bella sforbiciata a queste “spese di rappresentanza”, previste nei budget dei gruppi consiliari della Regione. Non chiediamo che li si faccia mangiare al costo dei metalmeccanici (sarebbe troppo rivoluzionario), ma, applicando il sano pragmatismo riformista emiliano, almeno al costo dei dipendenti regionali.

Dato che stiamo trattando materie riguardanti, in qualche modo, lo stomaco potremmo per una volta scrivere qualcosa “di pancia”: vergognatevi banda di cioccapiatti!!!

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