“L’attacco fascista di Gasparri non ci fa paura”


Cua e Cas replicano al meschino tentativo di criminalizzazione operato dal senatore Pdl, che dopo il 14 dicembre ha preso di mira anche cinque realtà bolognesi. Solidarietà da parte di Usb.

21 dicembre 2010 - 03:12

“Le accuse del capogruppo Pdl al Senato non ci fermeranno. Il suo e’ un attacco fascista che non ci fa alcuna paura”. E’ così che gli studenti del Cua replicano all’impareggiabile Maurizio Gasparri che, dopo la straordinaria rivolta del 14 dicembre a Roma, per riprendersi qualche titolo sui giornali ha invocato “arresti preventivi” prima delle manifestazioni e messo in campo un meschino tentativo di criminalizzazione di numerose realtà politiche attive nelle città italiane. Per quanto riguarda Bologna, Gasparri ha citato Crash e Tpo, il Cua e l’Aula C di Scienze politiche, il Cas. Dopo settimane e settimane di mobilitazioni Gasparri “non puo’ accusarci di fare cospirazioni o di agire nell’anonimato. Siamo consapevoli di quello che chiediamo- risponde il Cua- e il conflitto sociale resta l’unico mezzo per difendere la nostra università”.

Dal Cas, invece, si sottolinea: “Roma e’ nata da una volonta’ spontanea che ci ha unito in una grande mobilitazione. Con le accuse di Gasparri ci sembra di vivere negli anni ’70, dove i movimenti venivano fermati con repressioni fasciste. Sta solo cercando di creare un clima di tensioni, minacciando arresti preventivi, ma noi siamo pronti a scendere di nuovo in piazza per ribadire che la nostra generazione non ha un futuro”.

Intanto, il sindacato Usb di Bologna “esprime la propria solidarietà alle realtà politiche e sociali di Bologna che sono oggetto del pesante attacco criminalizzante dell’on. Gasparri. Queste richieste di azioni repressive e addirittura preventive”, dice una nota di Usb, “devono trovare la pronta e decisa condanna di tutte le forze democratiche della nostra città”.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati