“Nei dormitori prima i residenti”, ma esperti e operatori bocciano il Comune


Il nostro articolo di una settimana non sbagliava. Nonostante le apparenti contraddizioni, per l’accesso ai dormitori il Comune dà la precedenza ai senzatetto residenti.

09 novembre 2009 - 19:16

Homeless DinnerDopo che l’assessore Luisa Lazzaroni ha confermato quanto denunciato da Zic sull’accesso ai dormitori, il modello proposto dal Comune di Bologna si scontra con le critiche di diversi addetti ai lavori: dalla Consulta comunale contro l’esclusione sociale agli operatori riuniti in assemblea, dal sociologo Bergamaschi al sindacato.

“Se le risorse calano, come in questo periodo, prima vengono i senzatetto con residenza a Bologna”. Lo ha detto Luisa Lazzaroni, assessore al Volontariato del Comune di Bologna, a proposito dell’accesso ai dormitori comunali. Si conferma, dunque, quanto denunciato da Zic una settimana fa per spiegare come mai risultino 30 posti vuoti nei dormitori nonostante il freddo, l’aumento delle persone che dormono per strada, il fatto che i dormitori sono stati istituiti proprio per dare un alloggio temporaneo a persone senza fissa dimora e che il passaggio per il dormitorio pubblico era anche il modo per accedere alla residenza in città. A Palazzo D’Accursio, intanto, su certi temi regna la confusione. Rispondento al nostro articolo l’assessore alla Casa, Milena Naldi, aveva dichiarato: “Che io sappia nei dormitori non sono mai state inserite persone residenti”.

Invece, secondo quanto confermano anche altri operatori sociali, dopo la riforma e il decentramento dei servizi chi vuole accedere a un dormitorio deve prima rivolgersi allo Sportello sociale del suo Quartiere di residenza. Chi la residenza a Bologna non ce l’ha non verrebbe “respinto”, ma avviato a un percorso che comporta un colloquio con un assistente sociale e tempi di ingresso nelle strutture inevitabilmente piu’ lunghi. Lazzaroni, almeno, assicura che “in vista dell’emergenza freddo non dimenticheremo coloro che sono costretti a dormire per strada, residenti o no”. Viste le premesse, speriamo bene.

Inoltre, anche le borse lavoro per i senzatetto “saranno primariamente assegnate a quelli con residenza a Bologna” spiega l’assessore. Per Lazzaroni “il problema e’ il calo generale delle risorse, un fenomeno che ci costringe a privilegiare i residenti. D’altronde e’ un orientamento gia’ in atto da parte
dei servizi sociali del Comune di Bologna”.

> Leggi il commento: “E’ accoglienza selettiva, esclude i più deboli”

> Leggi la lettera della Consulta comunale: “Che fine faranno gli invisibili?”

> Leggi la denuncia degli operatori:  “Homeless non residenti respinti allo sportello di quartiere”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati