Università e proteste anti-Gelmini, la Crui: l’anno accademico sia regolare


Di fronte al blocco della didattica voluto dei ricercatori i rettori esprimono una blanda preoccupazione e si improvvisano paladini degli studenti.

23 settembre 2010 - 19:06

La Conferenza dei Rettori, rinitasi oggi a Roma, esprime in un documento unitario una blanda «preoccupazione per il disagio dei ricercatori» ma «ribadisce la necessità di garantire il diritto fondamentale e irrinunciabile degli studenti al regolare corso dell’anno accademico».

Parrebbe una sconfessione della linea di quegli Atenei che, come l’Alma Mater, avevano timidamente aperto a qualche misero giorno di rinvio dell’anno accademico quale parziale riconoscimento della protesta contro il ddl Gelmini dei ricercatori. Ma non è di questo segno la lettura che, in serata, ne dà il rettore dell’ateneo bolognese Ivano Dionigi, secondo il quale il documento della Crui si riferisce «non tanto alla data d’inizio delle lezioni, quanto alla necessità di non far perdere l’anno agli studenti».

I ricercatori, in percentuali elevate, hanno deciso in gran parte delle sedi universitarie di rifiutarsi di svolgere attività di insegnamento. Uno “sciopero bianco”, dato che i ricercatori non sono, per contratto, tenuti alla didattica, sebbene ovunque ne coprano parti consistenti.

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