Laboratorio Paz: Giovagnoli chiude le indagini, 13 attivisti denunciati


Ripubblichiamo da Global Project. Il procuratore Giovagnoli indaga il sindaco di Rimini, vari assessori comunali e tredici attivisti del Paz, sgomberato nel giugno 2008 e oggetto di un fallito attentato di Forza Nuova nel 2007.

04 marzo 2010 - 13:36

La  notizia di oggi, riportata in prima pagina su tutti i quotidiani locali, è  che si sono conluse le indagini per l’occupazione dello spazio di via Montevecchio, sede storica del Laboratorio Sociale Paz di Rimini, sgomberata il 9 giugno 2008.

Coinvolti il sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli, i due assessori Buldrini e Zanzini, l’ex presidente del Consiglio Comunale Cesare Mangianti e altri funzionari comunali, oltre a 13 attivisti del Paz e dei vigili che hanno rilasciato la residenza ad un attivista del Paz, per il quale lo spazio sociale aveva attivato un percorso di reinserimento sociale: l’indagine avviata dalla Procura si riferisce alla vicenda dell’ex scuola di via Montevecchio dal 2004 al 2008 occupata dal Laboratorio Paz. Ci sarebbe, in particolare, un debito con l’Enel di 7.000 euro per energia elettrica utilizzata ma mai pagata. Le accuse sono di vario tipo, dall’omessa denuncia all’abuso d’ufficio al favoreggiamento dell’occupazione.

L’inchiesta che parte dalla Digos di Rimini ed è coordinata dal procuratore Giovagnoli, trasferitosi da Bologna a Rimini, si iscrive pienamente dentro un percorso che pare – evidentemente – voler legittimare le posizioni e l’esposto del vicino di casa del Paz, condannato, con pateggiamento, ad una pena di due anni per il fallito attentato di Forza nuova nel settembre del 2007.

Quello che appare evidente, dalla lettura del fascicolo e dei quotidiani locali, è il tentativo di una rilettura dell’esperienza del Laboratorio Sociale Paz, in chiave repressiva/punitiva ma soprattutto politica, quasi a voler legittimare il ruolo che Forza nuova ebbe nella vicenda dello sgombero, con l’attentato del settembre del 2007. Ricordiamo inoltre che proprio a ridosso del nuovo anno è apparsa una scritta intimidatoria contro l’ass. No Border Rimini nata dentro il percorso del Laboratorio Sociale Paz, questo dimostra che la minaccia di questi episodi e gruppi è ancora presente nel territorio.

Ci sono, inoltre, alcune questioni che rientrano dentro l’attualità delle discussioni e riflessioni interne ai movimenti e agli spazi sociali, che passano dall’attacco ai diritti più generali, alle reatà autorganizzate e cooperative, fino alle questioni di accesso al welfare e alla discriminazioni.

Primo fra tutte la questione residenza, messa duramente sotto attacco dal pacchetto sicurezza: la residenza è oramai un parametro di esclusione all’accesso al welfare sociale, chi ne è escluso è invisibile. La residenza è un diritto non un privilegio.

Nell’esperienza del Paz non c’è stato nessun danno all’erario ne alla città, nessun uso privatistico della struttura comunale ma recupero e riutilizzo di una struttura fatiscente, oltre alle molteplici attività pubbliche e sociali per tutta la cittadinanza che si sono declinate dentro tante tematiche: cultura, immigrazione, ambiente, beni comuni…

Nei prossimi giorni gli e le attiviste del Paz presenteranno un report di rendicontazione economica e riepilogativa di tutte le attività realizzate, dei progetti e degli obiettivi raggiunti attraverso una’attività di cooperazione sociale a difesa del comune, della libertà e dell’indipendenza. Operazione verità….

(Da Global Project)

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