La classe che rischia di sparire: “Non siamo solo numeri”


Una III del “Fantini” di Vergato non avrebbe abbastanza studenti per l’attivazione della IV. Ieri presidio davanti alla sede dell’Usr, mentre sul web si può firmare una petizione che ha già superato le 500 adesioni.

18 maggio 2012 - 10:09

All’istituto di istruzione superiore “Luigi Fantini” di Vergato, in provincia di Bologna, c’è una classe che rischia di sparire. Essendo formata da 13 studenti, infatti, per il ministero non si raggiunge la soglia minima necessaria ad attivare una classe: anche se hanno iniziato e portato avanti il proprio percorso di studio al “Fantini”, dunque, le ragazze ed i ragazzi della III del corso di Grafica dovrebbero di punto e in bianco cambiare scuola. Visto che la sede che presenta un indirizzo omologo più vicina è Bologna, si tratta di un’opzione tutt’altro che semplice visto che i ragazzi abitano tutti nei Comuni dell’area montana intorno a Vergato: il rischio, in breve, è che molti di loro abbandonino a metà gli studi.

Per protestare contro questa situazione, ieri si è svolto un presidio davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale a cui hanno partecipato gli studenti coinvolti insieme a genitori ed insegnanti: “Non siamo solo numeri”, è lo striscione esposto durante la manifestazione. Una delegazione è riuscita ad ottenere un incontro con un funzionario dell’Usr, che si è impegnato a dare una risposta entro la fine di maggio o l’inizio di giugno assicurando che l’Usr sta lavorando per trovare le risorse necessarie a “salvare” la classe.

Nel frattempo, è scattata anche una petizione sul web: “In 48 ore siamo arrivati a piu’ di 500 firme”, sottolinea una delle insegnanti che hanno partecipato al presidio. La petizione ricostruisce tutta la vicenda e si conclude con questo appello: “In questi ultimi giorni si fa un gran parlare dell’importanza di diffondere nelle scuole la cultura della valutazione. Forse, invece, è il caso di diffondere, in primis al Miur, il valore dell’istruzione. Il Paese, composto da persone e non da numeri, non può assolutamente permettersi di rinunciarvi. Quindi, vi e mi domando: dobbiamo accettare tutto nel silenzio anche questa volta? Tolleriamo che sopprimano una classe che vorrebbe semplicemente completare il proprio piano di studi? Possiamo permettere l’eliminazione burocratica del percorso scolastico di questi 13 ragazze e ragazzi?”.

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