La Cgil “scarica” il Comitato acqua bene comune


Niente più sedi nè attrezzature per sostenere le battaglie del Comitato. Motivo? Il lancio di monetine, lo scorso dicembre, per contestare l’aumento delle tariffe. Prosegue intanto la preparazione della campagna di autoriduzione delle bollette.

26 gennaio 2012 - 11:02

Vola qualche monetina per protestare contro chi alza le tariffe dell’acqua, andando nella direzione esattamente opposta rispetto a quanto sancito dai referendum dello scorso giugno? E prontamente la Cgil di Bologna “scarica” il Comitato acqua bene comune, ritirando la disponibilita’ ad offrire spazi ed attrezzature per le sue attività. Una decisione comunicata al Comitato in  una lettera della segreteria della Camera del lavoro e presa per l’appunto dopo il lancio di monetine contro la presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, nell’assemblea dell’Ato del 22 dicembre.

Il sindacato si limita dunque a confermare disponibilità al “confronto” e “impegno politico” sulle battaglie portate avanti dal Comitato. La decisione della Cgil, intanto,  ha portato Andrea Caselli (esponente del sindacato) ad autosospendersi dal suo ruolo di portavoce. L’assemblea del Comitato che si è svolta due giorni fa in vicolo Bolognetti, però, ha deciso di riconfermarlo.

Nel frattempo, Cgil o non Cgil, proseguono i preparativi per la campagna di “obbedienza civile”: il 3, 4 e 5 febbraio il Comitato farà dei banchetti informativi per invitare i cittadini ad aderire, inviando una lettera-diffida a Hera, Ato, Comune e societa’ di riscossione in cui si chiede il rimborso del 20% di quanto pagato da luglio a dicembre e in cui si annuncia un’autoriduzione simile a partire dalle bollette di gennaio.

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