L’11 marzo sciopero nazionale: info per la manifestazione a Roma


Il comunicato sullo sciopero promosso da Usb, Slai Cobas e Cib Unicobas, con i contatti diffusi da Usb Bologna per raggiungere Roma. Sempre da Usb il comunicato sullo sciopero al Centro meccanografico postale.

02 marzo 2011 - 17:44

SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO

11 marzo 2011

ORE 9,30 P. ZZA DELLA REPUBBLICA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Il Governo attacca il diritto del lavoro, diminuisce le tasse per i più ricchi, blocca i contratti del pubblico impiego, parteggia per Marchionne, vuole eliminare lo statuto dei lavoratori e il diritto di sciopero, intende dare carta bianca all’impresa modificando la costituzione. Depotenzia la scuola, l’università e la ricerca pubblica, taglia i servizi sociali e non fornisce alcun sostegno al reddito.

Confindustria e aziende vogliono eliminare il contratto nazionale, si scelgono i sindacati con i quali trattare, delocalizzano le aziende e vogliono estendere il metodo Marchionne a tutte le imprese. Ristrutturano, scaricando i costi sulla collettività e licenziano senza alcun freno creando disoccupazione e povertà.

Cisl, Uil e Ugl stanno collaborando in tutto e per tutto con le politiche del Governo e di Confindustria, condividendone obiettivi e metodi, firmando accordi su accordi che peggiorano le condizioni dei lavoratori e calpestano democrazia e diritti. La Cgil partecipa alla costruzione del nuovo Patto sociale attraverso il quale si vuole rendere sempre più competitiva l’impresa peggiorando le condizioni e il salario dei lavoratori.

La disoccupazione aumenta paurosamente e il 30% dei giovani non ha lavoro, il resto sono precari/e. L’inflazione aumenta ed erode salari e pensioni che rimangono fermi. Il 10% della popolazione possiede il 50% della ricchezza: i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre di più.

L’evasione fiscale ha raggiunto i 120 mld annui e non viene perseguita, mentre i lavoratori dipendenti sono gli unici che pagano le tasse.

La benzina e le tariffe aumentano continuamente e riducono ancor di più il potere d’acquisto dei salari.

I migranti pagano due volte la crisi, se perdono il lavoro perdono anche il permesso di soggiorno.

La scuola e l’università tornano ad escludere i meno abbienti e sono al servizio delle imprese.

È ORA DI ALZARE LA TESTA E DI RIVENDICARE CON FORZA SALARIO, REDDITO, DIRITTI E DIGNITÀ.

SE NON ORA QUANDO?

> Contatti e prenotazioni per andare a Roma:

Tel 051.389524 – 051.385932 – Fax 051.310346 – emiliaromagna@usb.it

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LAVORATORI DEL CMP: SCIOPERO CONTINUO DA UNA SETTIMANA

I lavoratori dei CMP (centro meccanografico postale) dipendenti di STAC ITALIA S.p.A. (subappalto di POSTE ITALIANE e appalto di ELSAG) che si
occupano della manutenzione degli impianti di smistamento postale, hanno
scioperato per un intera settimana.

Nel contempo Elsag-Datamat ha inviato sui vari centri postali suoi lavoratori per sostituire i tecnici in sciopero.

L’offensiva di STAC ITALIA è iniziata a Marzo 2010 con una dichiarazione di previsione di riduzione di fatturato nel 2010 di 600.000 euro mentre la
dirigenza di Poste Italiane ha dichiarato di non aver fatto nessun taglio
alla commessa verso l’Elsag.

L’azienda ha dichiarato invece un calo della commessa che mediamente si attesta sull’11% e richiede quindi la cassa integrazione a partire da settembre.

Nello specifico a Bologna è stata chiesta per quattro unità, ma la mancanza di accordo sullo smaltimento delle ferie residue e un incremento del carico lavorativo ne hanno scongiurato l’applicazione.

A Gennaio 2011 l’azienda dichiara che ancora non conosce i risvolti economici del progetto Poste “8/20” che comprimerà lo smistamento della posta in 5 giorni invece che in sei ma conferma i numeri dichiarati a settembre 2010.

A fine gennaio 2011 Poste Italiane parte con il progetto “8/20” che prevede
il taglio di un giorno lavorativo all’interno dei CMP e STAC ITALIA mette in cassa integrazione il 50% del personale.

I lavoratori chiedono certezze, sono tecnici specializzati la cui esperienza, in molti casi trentennale, porta ad un know-how che Poste Italiane non può permettersi di perdere.

Nell’ottica di un piano di risparmio, quale migliore strategia se non quella di bypassare due appalti (quelli con ELSAG e il subappalto con STAC-LOGOS) che sicuramente fanno decuplicare (da l5% a l50%) i costi degli interventi
tecnici, ed assumere finalmente i tecnici che in tutto e per tutto lavorano a fianco e per gli stessi obiettivi di Poste Italiane.

Oggi lo sciopero è stato sospeso in base a decisioni che Stac dovrà prendere livello nazionale. Nel caso tali decisioni non dovessero essere esaustive i lavoratori sono pronti riprendere le mobilitazioni.

Usb Lavoro privato

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