L’Apocalypso di Tuono Pettinato


In occasione della presentazione bolognese del suo “Apocalypso”, Tuono Pettinato ha incontrato il pubblico da Modo Infoshop, dove ha parlato del suo lavoro e delle sue più recenti esposizioni.

11 gennaio 2010 - 14:37

di Paola Meloni

Layout 1Tuono Pettinato, al secolo Andrea Paggiaro, è uno degli autori di fumetti più interessanti nello scenario italiano. È un autore che viene dall’autoproduzione: ha iniziato con “Donna Bavosa Records & Comics” , continua con il collettivo dei “Superamici” (che comprendono, oltre a Tuono, Dr Pira, Rathinger, Maicol&Mirco, LRNZ; si tratta di un gruppo di fumettisti che lavorano autonomamente ma con una regia per i progetti che li coinvolgono assieme) con cui realizza la rivista “Hobby Comics” che esce 2 volte l’anno; Tra le sue numerose collaborazioni, Repubblica XL. Ha pubblicato i suoi fumetti nei volumi Resistenze (BeccoGiallo), Fortezza Europa (Coniglio / Radio Sherwood), Sventurata la terra che ha bisogno di (super)eroi (INDaYs Comix), Bonaventura: i casi e le fortune di un eroe gentile (Orecchio Acerbo / Hamelin) e XZ Comics (Coniglio Editore).

“Apocalypso” (Coniglio editore), di recente presentato a Bologna, da Modo Infoshop, è la sua raccolta di circa una decina d’anni di strisce, personaggi e storie, una sorta di Greatest Hits con inediti; “Gli anni dozzinali” è l’ideale sottotitolo che l’autore da al suo libro; “Apocalypso” non è una raccolta cronologica, ma le storie sono divise per temi; alcune storie più vecchie sono state ridisegnate; ripescandole, l’autore ha trovato che il disegno non gli piaceva più ma la storia si, e ha deciso di riproporle aggiornandone il tratto.

La cifra costante del lavoro di Tuono accomuna la leggerezza del tratto, curatissimo eppure apparentemente naif, al suo sottile senso dell’umorismo, nella facilità con cui mescola linguaggi che apparentemente “non dovrebbero andare bene assieme” . Un autore consapevole, molto curato, che ama lavorare sul lessico nelle sue storie. La sua è una concezione della satira che sa essere acuminata mantenendo una peculiare ‘gentilezza del tocco’ (una levità che lo porta a rappresentare anche la morte “in maniera allegra e sbarazzina”), mettendo in evidenza quanto siano scollegati dalla realtà gli atteggiamenti e le parole di certi personaggi, e smitizzandone altri, rappresentati come persone bislacche, come nel caso di Marinetti, o inserendoli in contesti di una comicità surreale, come per Lord Byron e Matisse.

Anche in questo senso la sua può essere definita una satira illuminista, che non arretra davanti ad alcun alone di “sacralità”.

Nel blog dei “Ricattacchiotti”, l’autore descrive così le sue creature e le sue storie: “Morti che camminano, fatture vudù, fatture alberghiere e altre cose raccapriccianti, comprese inquietanti allusioni alla recente attualità e a opulenti giornalisti impegnati nella difesa della vita e nel tentativo di ripristino del Medioevo in era moderna”

Le sue storie toccano aspetti scomodi della realtà italiana odierna, l’immigrazione, la precarietà nel lavoro, l’erosione dei diritti e della laicità della società, in maniera mai troppo diretta, riuscendo ad evidenziare i tratti ridicoli e assurdi di personaggi che ci riportano alla più bieca attualità. Come nel caso di uno dei suoi “Ricattacchiotti”, un orsacchiotto plumbeo e ferocemente territoriale, che accoglie il suo nuovo vicino di casa, una gentile pecorella blu appena arrivata in paese, con il perentorio messaggio: “Vattene”, per poi brindare da solo, nella squallida solitudine del suo tinello, alla partenza dello “straniero”.

Altri personaggi che il fumettista ha ideato sono dei supereroi immaginati come “personaggi improbabili con la vocazione alla filantropia”.

Tuono si è detto interessato alla figura dei supereroi in quanto forte veicolo di critica e ironia: i suoi supereroi sono dotati di superpoteri astrusi (e fanno venire in mente “L’uomo che ripara biciclette” dei Monty Python).

La raccolta comprende anche “Papa Placebo”, satira sulla Chiesa, con una serie di papi che muoiono al ritmo di 2 al giorno in modo improbabile, ad esempio silurati da cacciatorpedinieri, nella parafrasi del vecchio adagio “morto un papa se ne fa un altro”. All’autore è stato anche chiesto di fare un calendario con questa storia. Inizialmente si era pensato di relegare alla fine di “Apocalypso” le storie dedicate alla religione, quasi come in appendice al volume, in una sezione dal titolo di “Timore benigno”.

I suoi personaggi “ecclesiastici”sono bislacchi, portati a compiere azioni stupidissime, con la caratteristica di essere legati alla religione che li mette arbitrariamente al di sopra degli altri. “L’ospite è sacro”, ad esempio, è una storia in cui un “cugino pontefice” si installa nell’abitazione di una famiglia che è costretta a subire le sue sciocche imposizioni, come il battesimo del cane e la scomunica di alcuni mobili, fino a che la richiesta di contribuire alle spese domestiche non lo metterà in fuga. Osp_tav8-copia

Tuono Pettinato è anche autore di recuperi eccellenti, come il suo omaggio al “Signor Bonaventura” di Sergio Tofano; per Hamelin, che organizza il Festival internazionale di fumetto che porta lo stesso nome del personaggio, ha ridisegnato Bilbolbul di Attilio Mussino, creato nel 1908, facendolo riscoprire attraverso il suo tratto a quanti non lo conoscevano.

Ha lavorato molto nell’ambito del libro per l’infanzia, in collaborazione con la “Giannino Stoppani”, partecipando a numerosi laboratori con scolaresche di classi elementari. Queste esperienze lo hanno portato a considerare che nell’ambito del fumetto in Italia manca una vera varietà di scelta per il pubblico dei lettori più piccoli. Nel suo blog “I Profumetti” (http://profumetti.blogspot.com/), Tuono Pettinato affronta la questione, nell’intento di “…mostrare come il fumetto riesca a parlare ai bambini, senza per questo ‘bambinizzarsi’”. Gli autori che lo hanno maggiormente ispirato in questo senso sono Tony Millionaire e Walt Kelly, oltre al grande Schultz dei “Peanuts”. I Profumetti è dunque “…un’organizzazione aperta che intende diffondere e rinnovare la cultura del fumetto per bambini tramite pubblicazioni, mostre tematiche, incontri e laboratori”.

Un’altra cosa che ama molto disegnare sono i cani, come è stato possibile osservare nella recente mostra al Ram Hotel a Bologna, “Nam Hotel” dove ha disegnato dei “bastardi da guerra” (sulla scia degli “Inglorious Basterds” di Tarantino) con l’intento di “…mescolare la Pimpa con i film di genere sul Vietnam”, come il mitico Apocalipse Now, in un immaginario che mescola questi elementi, da Rin Tin Tin al film di denuncia sulla guerra. Qualcosa che può ricordare lo spirito ironico di Pazienza quando disegnava Pippo come un disertore (più che dalla guerra, da un contratto con la potente Disney), riacciuffato in extremis dal cinico manager Topolino. Nel caso di “Nam Hotel”, le tenere fattezze canine dei personaggi di Tuono rendono ancora più evidente lo strazio assurdo di ogni guerra.

Nell’ambito del progetto “paura.anche.no” Tuono Pettinato ha poi partecipato alla realizzazione del volume di 30 cartoline staccabili “Il Babau – Paura del buio?!” prodotto in collaborazione con Collane di Ruggine “…per guardarsi dal Babau, per combattere la paura”; ogni cartolina contiene un racconto sulla politica della paura e un’illustrazione. Tra gli autori che hanno partecipato, ci sono oltre a Tuono ai suoi Superamici, MP5, Alessio Spataro, Marco Soldi, Andrea Bruno, Ilaria Grimaldi. La presentazione di quest’opera ci parla incisivamente della “strategia della tensione mediatica” che vige in Italia:

“Il Babau è l’ultima frontiera nella politica dell’ansia. Semplice e primordiale paura. Diverso dal terrore, più simile alla goccia che ti cade in testa e pian piano ti porta inconsapevolmente alla pazzia…”

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