inCassati! / Fini Compressori, l’Usb impugna la cig


“Lista discriminatoria, peggio di Pomigliano”. E intanto in fabbrica gira la voce di nuovi tagli.

21 luglio 2010 - 14:48

La vicenda della Fini Compressori di Zola Predosa è tutt’altro che conclusa. L’Usb contesta duramente le modalita’ con cui e’ stata composta la lista dei lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione in deroga (in scadenza il 19 ottobre), prevista dagli accordi di aprile, annunciandone l’impugnazione.”E’ discriminatoria- spiega in conferenza stampa l’avvocato del sindacato di base- fuori dalle procedure legali, con la connivenza dei sindacati che hanno firmato l’accordo. Qui siamo ancora piu’ avanti di Pomigliano. Li’ si sono scambiati diritti con la riapertura dell’azienda, qui con sei mesi di cig”.

Non solo. Si teme, infatti, che i lavoratori che rimarranno in fabbrica siano molti meno dei 119 previsti dall’accordo e in azienda girano voci di un ulteriore taglio (intorno alle 24 persone).

> Il comunicato di Usb:

“Riaprire la vicenda Fini compressori”, questa la richiesta avanzata già ieri all’Assessore regionale alle Attività Produttive, Muzzarelli, e ribadita oggi in conferenza stampa da Luigi Marinelli della USB.

La USB ha dato mandato all’Ufficio Legale di impugnare la messa in cassa integrazione a zero ore, senza integrazione e senza rotazione che ha coinvolto 108 lavoratori della Fini Compressori di Zola Predosa.

Per Luigi Marinelli “l’azienda ha ottenuto e ha attuato quello che era suo desiderio, grazie alla complicità di Fiom e Fim: eliminare dalla produzione chi voleva, senza regole, discriminando pesantemente le lavoratrici part-time, i disabili e le “teste calde”.

“Siamo arrivati al ridicolo misto al drammatico con la denuncia del responsabile FIOM di Casalecchio, Francesco Cecere, contro un lavoratore della Fini Compressori, colpevole di aver riportato su una pagina di Facebook i suoi dubbi sui criteri di selezione dei lavoratori da mettere in cassa integrazione” informa Marinelli.

“Emerge prepotentemente anche la prospettiva di una ulteriore riduzione degli impianti, il piano industriale vero non è quello dichiarato”, sottolinea sempre Marinelli ” questo accordo di fatto scritto sotto dettatura dalla Fini e della Unindustria, non ha messo al riparo neppure i 119 lavoratori rimasti impiegati nello stabilimento”.

“Se il piano è quello della vendita, alla Nu Air o altre aziende, sia chiaro che ci opporremmo ad una vendita ‘al netto’ dei lavoratori e dei diritti”, conclude Luigi Marinelli.

Usb Bologna

>  Nell’ambito del progetto inCassati!, promosso da Vag61 in collaborazione con Zic, prosegue la rubrica che raccoglie esperienze di resistenza e di lotta portate avanti dai lavoratori colpiti dalla crisi.

La redazione di Zeroincondotta

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