inCassati! / Fini Compressori, “dov’è la vittoria?”


Riceviamo e pubblichiamo il volantino che un gruppo di lavoratori dell’Alcisa e della Titan e di residenti, costitituitisi nel Comitato Autorganizzato di Zola e Casalecchio, stanno distribuendo in questo periodo contro l’esito dell’accordo alla Fini.

30 maggio 2010 - 17:36

108 licenziamenti alla Fini di Zola nel 2012 e chiusura della Way – Dove sta la vittoria?

40.000 lavoratori a Bologna e provincia sono stati messi in Cassa integrazione, a migliaia di precari non è stato rinnovato il contratto e sono stati cacciati senza troppi complimenti, stanno scadendo gli ammortizzatori sociali e un’ondata mai vista di licenziamenti, oltre a quelli già avvenuti, si sta abbattendo sulle nostre zone industriali come nell’amministrazione pubblica.

I padroni hanno dichiarato lo stato di “crisi” dei loro mercati e ne stanno ampiamente approfittando per chiudere aziende e trasferire l’attività all’estero, compiere speculazioni edilizie sulle aree liberate, e soprattutto effettuare in totale libertà profonde ristrutturazioni con massicce espulsioni, senza incontrare troppe resistenze e opposizioni da parte di una classe operaia emiliana abituata ad affidarsi a trattative sindacali e istituzionali che allungano i tempi ma non respingono mai le imposizioni industriali.

Anche le zone industriali di Zola, Casalecchio, S.Viola, Calderara e circostanti sono state pesantemente segnate da cancellazioni aziendali, forti licenziamenti e secoli di cassa integrazione avvenuti nell’indifferenza generale e nell’isolamento di vertenze gestite e tenute separate: Cesari Ragazzi,Way, Dietorelle e Siderit a Zola, Phonemedia, Nike, Moto Morini e Meb-car a Casalecchio, Cesab, Arcte e Coop Saragozza a Borgo Panigale, Minarelli e Kpl a Calderara, ecc.

La Fini ha avviato alcuni anni fa un lungo processo di ristrutturazione e ridimensionamento distribuito in più fasi e fatto pagare ai lavoratori con periodica cassa integrazione, espulsioni a gruppi e contemporaneo trasferimento di produzioni negli stabilimenti di supersfruttamento in Cina ed Oriente, tramite il consistente sostegno politico e finanziario della Regione Emilia Romagna e del fidato assessore Duccio Campagnoli.

L’accettazione dei sacrifici occupazionali richiesti di volta in volta e spacciati come necessari, e della continua cassa integrazione, da parte dei sindacati confederali e di molti dei lavoratori esclusi dai provvedimenti, e le deboli reazioni unitarie, hanno illuso il padrone Fini che avrebbe potuto sbattere in mezzo alla strada 108 lavoratori senza incontrare particolari resistenze.

Il presidio e l’assemblea permanente proclamati dai lavoratori della Fini sono stati l’immediata risposta, che però dopo la conferma dei licenziamenti, dovevano trasformarsi nell’Occupazione della fabbrica – Principale e attuale forma di resistenza in grado di rafforzare la determinazione operaia e di concentrare la partecipazione e la solidarietà delle fabbriche e delle zone abitate circostanti e di tutte le forze sociali antagoniste: esattamente come stanno dimostrando le molte occupazioni vincenti sviluppatesi in tutta Italia che hanno respinto dismissioni e licenziamenti.

La lotta della Fini doveva porsi come obiettivo principale il ritiro definitivo e permanente dei 108 licenziamenti che non dovevano essere spostati nel tempo,scambiando nuova cassa integrazione, senza aggiunte aziendali e rotazione, con l’espulsione tra 2 anni e mezzo, per evitare quello che è purtroppo già avvenuto alla Reno Press di Budrio, alla Giuliani di Quarto, alla Omsa di Faenza e in decine di altre situazioni. I Sindacati e la Fiom cantano sempre vittoria ma pensiamo che nessun licenziamento doveva e debba essere accettato né adesso nè più avanti.

Fin dall’inizio l’obiettivo della Fiom non era di respingere per sempre i licenziamenti e far tornare i lavoratori in fabbrica ma di accettare la volontà generale di Fini, spostandone la cacciata di 2 anni più avanti, esattamente come si è ripetuto qualche giorno dopo quando il sindaco di Zola e i soliti noti firmano per la chiusura della Way regalando ai lavoratori la perdita di altri 50 posti di lavoro a Zola e S.Vincenzo di Galliera

Tutto ciò dimostra ancora una volta come i lavoratori non possono affidare e delegare i propri interessi di classe ai sindacati confederali ma li devono portare avanti e difendere direttamente e autonomamente Autorganizzandosi in Comitati, collettivi e assemblee autogestiti.

TENIAMO APERTA LA LOTTA ALLA FINI, RIFIUTIAMO L’ACCORDO SINDACALE E I LICENZIAMENTI

Come Collettivo Uniti si vince dell’Alcisa e Comitato Autorganizzato Zola-Casalecchio, in via di costituzione, composto da lavoratori e residenti, crediamo che la battaglia contro le chiusure, i licenziamenti e la c.i.. alla Fini e in tutte le aziende non sia e non vada affrontata come una questione privata di chi rischia il singolo posto e un futuro senza reddito, ma debba essere fatta propria e creare solidarietà di classe tra tutti i lavoratori e gli abitanti dei nostri territori ed essere in grado di mobilitare, collegare e unire tutte le fabbriche della zona colpite

E’ giusto difendere il lavoro in quanto fonte, più o meno stabile, di reddito, ricordandosi al contempo che si presenta sempre nella forma dello sfruttamento salariale da cui ci si deve liberare. Ai padroni che decidono le regole del funzionamento del mercato, quanto e a che condizioni sfruttarci, dobbiamo opporre un movimento che si batta per ridurre la giornata lavorativa, eliminare gli straordinari, diminuire l’orario di lavoro a parità di salario e ridistribuirlo ugualitariamente tra occupati,cassaintegrati, precari e disoccupati. Lavorare tutti x lavorare meno- Garanzia di un reddito sociale per tutti

Non lasciamoci travolgere dalla crisi, voluta e diretta dai padroni e dai loro governi, Autorganizziamoci e promuoviamo assemblee aperte, scioperi territoriali e iniziative autonome comuni contro licenziamenti, cassa integrazione e precariato, in difesa dei redditi e delle condizioni di vita nei nostri territori.

Uniti si vince . Lavoratori dell’Alcisa di Zola Predosa / Comitato Autorganizzato Zola- Casalecchio / Rsu Slai Cobas Titan – Crespellano

> Contatti : autorg.zola@gmail.com

Nell’ambito del progetto inCassati!, promosso da Vag61 in collaborazione con Zic, prosegue la rubrica che raccoglie esperienze di resistenza e di lotta portate avanti dai lavoratori colpiti dalla crisi.

La redazione di Zeroincondotta

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