inCassati! / Accordo Fini, Rdb: “Un gioco dell’oca”


Ritirati i licenziamenti, ma “si è ritornati esattamente alla casella di partenza ma con i lavoratori ancora una volta sotto scacco e sotto ricatto”.

23 aprile 2010 - 21:36

Siamo di fronte ad una sorta di “gioco dell’oca”, dove si è ritornati esattamente alla casella di partenza ma con i lavoratori ancora una volta sotto scacco e sotto ricatto.

Il risultato tanto sbandierato del ritiro dei licenziamenti non può nascondere la realtà di questa trattativa.

La proprietà ha avviato la procedura di licenziamento con una cassa integrazione ancora in corso, e che già prevedeva un periodo aggiuntivo di ulteriori sei mesi.

Il problema principale della Fini era di sbarazzarsi dell’obbligo di rotazione dei lavoratori previsto dall’accordo in deroga, la direzione della Fini aveva tentato di bloccare la rotazione, senza riuscirci per la nostra opposizione.

Nella trattativa del 9 aprile in Provincia, la Fini aveva posto sul tavolo la richiesta del blocco della rotazione per non inviare le lettere di licenziamento.

Ora dopo giorni di lotta e di sciopero, i licenziamenti vengono certo ritirati, ma la Fini ottiene quello che chiedeva: il blocco della rotazione, e non concede neppure un euro di integrazione alla CIG.

Siamo di fronte ad una sorta di “gioco dell’oca”, dove si è ritornati esattamente alla casella di partenza ma con i lavoratori ancora una volta sotto scacco e sotto ricatto.

Da questo accordo, che verrà discusso in assemblea, ne possono uscire soddisfatti sicuramente: la Fini che ha ottenuto il blocco della rotazione dei lavoratori in CIG, l’Unindustria che spera di assorbire il “brutto esempio” di mobilitazione dei lavoratori, la Fiom – Fim che si presenteranno come i sindacati che hanno “ragionevolmente” siglato un accordo che salva i restanti 119 lavoratori della Fini.

Rdb Bologna

>  Nell’ambito del progetto inCassati!, promosso da Vag61 in collaborazione con Zic, prosegue la rubrica che raccoglie esperienze di resistenza e di lotta portate avanti dai lavoratori colpiti dalla crisi.

La redazione di Zeroincondotta

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati