In piazza per Faith e Ngom


Decine davanti alla prefettura contro cie e politiche xenofobe sulla pelle dei migranti. «Follia razzista» il caso della donna nigeriana che, rimpatriata, rischia la condanna a morte. Ora si teme per Ngom, reclusa in via Mattei

02 agosto 2010 - 23:46

Donne e uomini hanno manifestato in Piazza Roosvelt, rispondendo all’appello di Mai più schiave per un presidio (non a caso) al termine del corteo nel trentennale della strage di Bologna. I casi di Faith e Ngom, una donna che attende nel Cie di via Mattei il verdetto di un giudice di pace per sapere sesarà espulsa e rimandata dal marito violento da cui era scappata, sono un’esempio, secondo i manifestanti, delle politiche di esclusione nate dalla legge Turco-Napolitano e perfezionate dalla Bossi-Fini e dall’ultimo pacchetto sicurezza. Politiche che colpiscono in maniera particolarmente drammatica donne, sfruttate e rese schiave in Italia, spesso vittime di violenza.

Scrive nel report dell’iniziativa il blog Noinonsiamocomplici: «Sono stati fatti diversi interventi su Ngom, Faith, sulla condizioni di vita nei Cie – in particolare per le donne ma non solo – e sull’atrocità delle deportazioni e i costi in vite umane, sulle ragioni delle rivolte che si susseguono nei lager per migranti, ma anche sulle continue vessazioni e violenze che vivono le donne immigrate – in particolare quelle senza permesso di soggiorno – nei luoghi di lavoro, sulla schiavitù delle donne che lavorano negli alberghi della riviera romagnola, sulle violenze contro le immigrate da parte di uomini in divisa, sulle ritorsioni nei confronti di chi rende pubbliche queste verità.»

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