Il sindaco di Ravenna è diventato anche “leghista”


Nuovi criteri introdotti per le graduatorie per l’edilizia popolare per privilegiare gli autoctoni agli “stranieri”.

30 dicembre 2009 - 16:26

Che in questi ultimi mesi, il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, abbia cercato di sostuire il mai così poco rimpianto primo cittadino di Bologna, Sergio Cofferati, è risaputo: le sue ordinanze antibomboloni o antialcol sono considerate ormai le nuove “perle” della Riviera romagnola.
Ma con il suo decalogo di intenti futuri, presentato questa mattina, si è messo a rincorrere anche gli obiettivi della Lega Nord… e fino a qui, francamente, siamo andati ben oltre alla famosa frase di un dirigente del PD emiliano “nelle nostre terre la Lega non ha sfondato, perché il tema della sicurezza è stato un nostro cavallo di battaglia…”.
Noi vogliamo parlare della prima delle dieci proposte del sindaco Matteucci, perché la riteniamo la più grave. Si tratta dei nuovi criteri per l’assegnazione delle case popolari.
Queste le parole del sindaco: “Confermiamo la soglia dei due anni di residenza che abbiamo già stabilito e introduciamo un punteggio sulla base degli anni di residenza del nostro Comune, e per anzianita di presenza nelle precedenti graduatorie”. E ha aggiunto: “Aumenteremo le verifiche per smascherare eventuali falsi sfratti, e per chi è già assegnatario di una casa voglio introdurre norme più efficaci per far decadere chi non rispetta le regole”.
Che differenza c’è tra queste proposte e quelle fatte poco più di un anno fa da Lega Nord e Alleanza Nazionale a Bologna “per privilegiare i bolognesi ai meridionali, e gli italiani agli stranieri nella formazione delle graduatorie ERP”?… Nessuna, neanche Beppe Maniglia, nel suo programma a candidato a sindaco, era arrivato a tanto.

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