Il silenzio dell’Arcigay


Nessuna risposta alla lettera inviata all’Arcigay dall’associazione Facciamo Breccia sul ritiro delle querele del Pride di Bologna del 2008. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Facciamo Breccia.

11 dicembre 2009 - 16:06

Circa un mese e mezzo fa Graziella Bertozzo ha indirizzato una lettera aperta al vicepresidente nazionale di Arcigay, Riccardo Gottardi, proponendo il ritiro congiunto di tutte le querele in corso in questo momento risalenti al Pride di Bologna 2008: quelle per diffamazione a esponenti di Arcigay e Arcilesbica da parte di Facciamo Breccia e quella di Riccardo Gottardi per percosse e minacce a Elena Biagini.

Il ritiro delle querele sarebbe un atto politico: “in un paese dove la politica è sempre più ridotta ad una guerra giudiziaria a suon di querele, lanciamo un segnale: almeno fra chi dice di voler combattere una battaglia per libertà e diritti, ritorniamo su un terreno di civiltà”.

Il silenzio davanti a queste lettere aperte si è fatto assordante. Dal momento che le lettere aperte non erano indirizzate a Riccardo Gottardicome singolo ma inquanto carica istituzionale di Arcigay eesplicitamente rivolte a tutta Arcigayc osì come ad Arcilesbica, l’assoluta mancanza di risposta ci lascia basiti/e e ci fa nutrire molti dubbi sulla possibilità di un piano politico di confronto costruttivo sul pride o su qualunque iniziativa politica. Tanto più che in questo mese e mezzo, laddove ci siamo trovati/e a condividere piazze e iniziative con arcigay/arcilesbica, abbiamo più volte sollecitato prese di posizione anche di singoli esponenti o circoli locali. Tanto più che questo silenzio si aggiunge ad un altro altrettanto assordante: nonostante l’ archiviazione delle denunce emesse contro Graziella Bertozzo non abbiamo letto nessuna ritrattazione delle parole pesanti e inaccettabili scritte e divulgate all’indomani del pride di Bologna 2008 da Arcigay e Arcilesbica nazionali e dal Comitato Bologna Pride (comunicato non firmato da Marcella Di Folco che di quel comitato faceva parte).

In un momento tanto difficile per tutte le soggettività che lottano per l’autodeterminazione e conducono percorsi di liberazione, è necessario tornare ad un confronto politico piano e costruttivo, uscendo dai tribunali e impegnando tutte e tutti le energie e le capacità di cui disponiamo per mettere in atto politiche e pratiche di più ampio coinvolgimento possibile.

Il ritiro delle querele resta per noi indispensabile per ripristinare un terreno di confronto politico con Arcigay e Arcilesbica.

Coordinamento Facciamo Breccia

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