Il Primo maggio “non-si-la-vo-ra”: il #GlobalMay! inizia davanti alla Pam


L’assemblea cittadina di ieri sera ha dato appuntamento martedì 1 maggio’012 h9 in v.Marconi davanti a uno degli esercizi che “costringeranno lavoratori e lavoratrici a vivere quel giorno come tutti gli altri”. Poi al corteo cittadino.

27 aprile 2012 - 17:33

Il Primo maggio? Innanzitutto una giornata in cui non-si-la-vo-ra.
Concetto semplice, almeno in apparenza. Eppure, a Bologna, mentre i sindacati concertativi festeggeranno tutti insieme allegramente, saranno tante le aziende che costringeranno le lavoratrici e i lavoratori a vivere quel giorno come tutti gli altri: ricattandoli e facendo leva sulla loro precarietà e sul loro bisogno di reddito. Tra queste aziende c’è la Pam, la stessa catena della grande distribuzione che ha ben pensato di “coinvolgere” gli studenti per le aperture domenicali, promettendo guadagni interessanti (che lo studente di oggi, precario e indebitato, insegue per pagarsi magari il debito studentesco che ha contratto con le banche, altro dispositivo di ricatto, di controllo, e spesso unico mezzo per portare avanti il percorso formativo) con un unico obiettivo: aprire una nuova strada per intensificare lo sfruttamento della condizione precaria. Per questo il Primo maggio saremo davanti alla Pam di via Marconi, costruiremo lì nostro Primo maggio precario prima di partecipare al corteo cittadino che prenderà il via da piazza XX Settembre contro la macelleria sociale del governo Monti e la cosiddetta riforma del mercato del lavoro portata avanti dal ministro Fornero, per la difesa dei beni comuni e dei diritti sociali.

Il Primo maggio, che quest’anno negli Stati Uniti sarà un appuntamento di sciopero promosso dal movimento #Occupy, segnerà così la prima tappa di quello che abbiamo voluto chiamare #GlobalMay: un maggio che anche a Bologna sappia parlare il linguaggio delle lotte globali contro la precarietà e per il reddito incondizionato. A livello internazionale sono già state promosse le date lanciate dalle piazze spagnole: il 12M e poi il Global Strike del 15M, anniversario della prima acampada degli/delle indignados a Puerta del Sol a Madrid. Prima di queste due giornate, proseguiremo il confronto costruendo altri due appuntamenti in città: il 5 con la rete Putalesbotransfemministaqueer che al grido di “Queering occupy!” invita a discutere al Bartleby tutti quei gruppi e singolarità che in varie parti d’Italia condividono la rabbia e l’insofferenza per un sistema economico che colonizza e disciplina austeramente le nostre vite e sentono la necessità di agire per una favolosa trasformazione corporea sociale e sessuale dell’esistente, l‘8 maggio con un incontro sulla riforma del mercato del lavoro attraverso la presentazione in Università della terza edizione dei Quaderni di San Precario.

La scommessa del maggio globale è cruciale ma sicuramente non un traguardo finale. Nelle settimane a venire proseguirà spedita verso l’approvazione parlamentare la riforma Fornero, che non fa che rendere più stringenti i meccanismi del ricatto e della precarietà. Continueremo a opporci reclamando il diritto alla scelta e un nuovo welfare che metta al centro la vita e non il lavoro e la finanza.

Martedì 1 maggio ore 9 davanti alla Pam di via Marconi

#GlobalMay!

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UN MAGGIO DI LOTTE GLOBALI, RIVOLTIAMO IL DEBITO!

Siamo lavoratori e lavoratrici, student*, precar*, attivisti e attiviste dei movimenti sociali, di difesa dei beni comuni, delle donne, convint* che occorra sollevarsi contro il capitalismo e la sua crisi e vogliamo esercitare una prima presa di parola sulle mobilitazioni di questo Maggio.

Scegliamo con convinzione di stare nel percorso che si è dato il nome #GlobalMay perchè pensiamo che – al di là delle differenze – le domande, le riflessioni e le pratiche che collettivamente li si cercano, siano quelle giuste.

L’attenzione alla nuova composizione sociale del lavoro, la centralità della precarietà, la messa in discussione delle tradizionali forme di lotte del movimento operaio, il superamento della separatezza tra sociale e politico, la necessità di costruire nuove forme di autorganizzazione e di soggettività capaci di comprendere e ricomporre vecchie e nuove figure del lavoro, il rifiuto di pagare il debito, la battaglia politica e culturale contro l’austerità e la crisi, la critica radicale del sistema bancario e finanziario ci paiono terreni decisivi per uscire dal lungo inverno della depressione e dell’isolamento del 99% della popolazione.

In questa fase più che mai sentiamo il bisogno di mettere a verifica proposte e pratiche in un confronto che punti a far ripartire la messa in connessione delle lotte e delle resistenze e che sia capace – nel modo più inclusivo possibile – e la ricerca di un orizzonte comune, messo a dura prova dall’esito della giornata del 15 Ottobre.

Non ci interessa, lo ribadiamo ancora, mettere cappelli o esercitare egemonia. Ci interessa invece cercare il confronto e la ricerca di soluzioni all’altezza dello scontro sociale in atto.

Per questo proviamo a dare un contributo alla riflessione di tutt* proponendo alcuni assi di intervento sociale su cui lavorare:

– la battaglia contro il debito e il sistema bancario;

– la ricomposizione delle varie figure lavorative e la necessità di sperimentare dentro le lotte, le modalità necessarie all’autorganizzazione sociale;

– la costruzione di commissioni di studio e analisi (audit) pubblici e dal basso capaci di capire la composizione del debito e chi deve pagarlo, sia a livello nazionale che a livello locale;

– una forte difesa dei diritti nei luoghi di lavoro (quali essi siano) a partire dal rifiuto degli straordinari, del lavoro festivo e, in generale, della contro-riforma del lavoro della Ministro Fornero;

– l’orizzonte europeo come elemento decisivo del conflitto sociale a partire dal Blokupy Frankfurt nelle giornate dal 16 al 19 Maggio.

Per un Maggio globale di rivolta.

APPUNTAMENTO PER TUTT* ALLE 9 DAVANTI ALLA PAM DI VIA MARCONI!

NON PAGHIAMO IL DEBITO, RIVOLTIAMOLO!

Campagna RiD Rivolta il Debito – Nodo di Bologna in costruzione

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