“Il nostro saluto a Roberto Roversi”


Dopo la morte del poeta, Bartleby rinnova l’impegno di “rendere fruibile alla città” il patrimonio di riviste raccolto negli anni da Roversi e oggi custodito in via San Petronio Vecchio.

16 settembre 2012 - 15:39

Il nostro saluto a Roberto Roversi

Roberto Roversi non l’abbiamo mai incontrato, la sua riservatezza era nota, ma come tanti abbiamo incontrato le sue opere e soprattutto le tracce lasciate in questa città. Partigiano, poeta, agitatore culturale, ha gestito per decenni la libreria Palma verde, punto di riferimento di scrittori e intellettuali italiani, ma anche di semplici amanti della lettura, studenti, bibliomani e non. In quella libreria ha raccolto con passione migliaia di volumi e riviste, mostrando un interesse per tutto ciò che nasceva anche nel mondo delle piccole produzioni editoriali. Fondatore di riviste memorabili come Officina, assieme a Pasolini e Leonetti, raggiunta la fama preferì dedicarsi a piccole riviste e fogli autoprodotti. Una parte di questa inesauribile passione abbiamo avuto la fortuna di poterla toccare con mano. Ci arrivò un giorno una telefonata da chi aveva rilevato i materiali dell’ormai chiusa libreria Palma Verde. “So che state allestendo una biblioteca, forse abbiamo del materiale che può interessarvi”. Così, inaspettatamente, ci siamo trovati a sfogliare migliaia di riviste polverose, accumulate in anni e anni da Roversi. Riviste di letteratura, politica, cinema, arte, poesia. Riviste fondate dallo stesso Roversi, o alle quali collaborava, riviste che amava o sfogliava solamente, ma che per anni ha perfettamente custodito. Un patrimonio che abbiamo preso in cura con affetto e stiamo cercando, con le nostre sole forze, di rendere fruibile alla città. Apprendendo oggi la notizia della scomparsa di Roversi, non possiamo che impegnarci con rinnovata passione all’opera intrapresa, convinti, come lui stesso diceva che i libri “Se ne devono andare per la loro strada, con un passato e un futuro”.

Bartleby

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