Il nostro paese rischia la stagflazione


In Italia esiste da tempo una situazione di ristagno dell’attività produttiva che si accompagna a una contemporanea crescita del tasso d’inflazione e dei prezzi e a una elevata disoccupazione.

30 marzo 2011 - 17:08

AUMENTA L’INFLAZIONE
I recenti dati dell’ISTAT lo confermano. Nel mese di febbraio 2011, l’inflazione è volata al 2,4% su base annua, rispetto al 2,1% di gennaio, mentre su base mensile l’aumento è dello 0,3%.. Si tratta del picco di percentuale, il più alto mai raggiunto dal 2008.
Sull’aumento, secondo l’ISTAT hanno inciso i rincari dei servizi relativi ai trasporti, dei carburanti e dei beni alimentari.
Per l’istituto nazionale di statistica l’inflazione acquisita per il 2011 risulta pari all’1,5%, mentre, quella di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si è attestata all’1,7%, in accelerazione rispetto all’1,4% di gennaio (al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo sale all’1,8% dall’1,5% di gennaio 2011). Inoltre, a febbraio l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, (era +1,9% a gennaio 2011).
Se si guarda alle diverse voci di spesa, i maggiori incrementi congiunturali dei prezzi riguardano i trasporti (+0,8%), l’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,6%) e i prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%). Per l’ISTAT, sul piano tendenziale, i tassi di crescita più elevati hanno riguardato sempre trasporti (+5,3%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,4%). Sono risultati, invece, in flessione i prezzi delle comunicazioni (-0,6%).
Per finire, i prezzi hanno registrato gli aumenti più elevati, rispetto a febbraio 2010, nelle seguenti città capoluogo di regione: Aosta (+3,8%), Bari (+2,9%) e Roma (+2,7%) sono quelle in cui. Le variazioni più moderate riguardano invece le città di Palermo (+1,5%), Campobasso (+1,9%) e Trento (+2,0%).

ITALIANI PIÙ POVERI DI 570 EURO A TESTA
Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi della Confcommercio, nel rapporto “La centralità dei consumi nel rilancio dell’economia italiana”, ha sostenuto che gli italiani sono più poveri a causa della crisi economica: “Ciascun cittadino dispone oggi per i consumi, a parità di potere di acquisto, mediamente di 570 euro all’anno in meno rispetto al primo trimestre del 2007. Questa è la perdita che abbiamo subito rispetto al periodo pre-crisi”.
A proposito di crescita economica, quest’anno e nei prossimi due resterà “modesta”, al +1% nel 2011 e all’1,2% nel biennio 2012-2013.
I consumi delle famiglie, secondo Bella, “seguiranno un profilo analogo, con un 2012 che vedrà una crescita della propensione al consumo, che compenserà la modesta riduzione del rapporto consumi/Pil subita nel 2010 e che dovrebbe proseguire nel 2011”.

SECONDO BANKITALIA C’E’ UN NUOVO RECORD DEL DEBITO PUBBLICO
Secondo Bankitalia. il debito pubblico italiano è salito a gennaio a quota 1.879 miliardi, con un incremento di 36 miliardi rispetto a dicembre 2010, quando era di 1.843,2 miliardi.
In un anno, l’incremento è di 89 miliardi, infatti, a dicembre 2009, fu pari a 1.790,8 miliardi.

CRESCE DI NUOVO LA CASSA INTEGRAZIONE
Elaborando i dati dell’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), l’Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi della Cgil ha diffuso il 17 marzo scorso un rapporto sul ricorso alla Cassa Integrazione in Italia.
Secondo questo dossier, la cassa integrazione ha ripreso a crescere, mettendo a segno a febbraio 2011 un aumento congiunturale del +17,2% con aumenti pesanti sia per la cassa straordinaria sia per quella in deroga. Dietro questi dati ci sono 400mila lavoratori coinvolti dai processi di cassa, con oltre 123mila in cassa in deroga, che nei soli primi due mesi dell’anno hanno già perso poco più di 500milioni di euro, pari a 1.258 euro netti in meno in busta paga.
Qualche giorno prima, il 15 marzo, la Fiat ha comunicato un pacchetto di “nuova cassa integrazione”, nel mese di aprile, alle Presse di Mirafiori. Il blocco della produzione è previsto per i giorni del 13, 14, 15, 20, 21, 22, 26 e 29 e interesserà 720 operai e 102 impiegati. Il 27 e il 28, invece, si fermeranno 450 operai e 50 impiegati.

I PRECARI  NON HANNO AMMORTIZZATORI SOCIALI
Secondo dati resi pubblici dall’INPS e rielaborati dall’IRES, l’Istituto di Ricerche della Cgil, sono un milione e 200.000 le persone che sono state interessate da misure di sostegno del reddito nel corso del 2010.
480 mila hanno beneficiato dell’indennità di disoccupazione, 132 mila dell’indennità di mobilità e 634 mila della Cassa Integrazione.
Invece per i lavoratori, titolari di contratti atipici, non c’è nulla: eppure a perdere il lavoro tra il 2007 e il 2009 sono stati in 213 mila. Con l’attuale legislazione, non ha diritto ad alcun tipo di sostegno il 48% dei lavoratori a tempo determinato, ma anche il 13,7% dei lavoratori a tempo indeterminato.
La Banca d’Italia stima in un milione e 600 mila i lavoratori dipendenti o parasubordinati che, in caso di licenziamento, non avrebbero diritto a nulla. Per l’Ires-Cgil il numero effettivo è più alto, un milione e 900 mila.

PER L’ISFOL, SOLO 41,5% GIOVANI E’ DISPOSTO A QUALSIASI LAVORO
In un articolo pubblicato sul primo numero dell’Osservatorio ISFOL, “I Millenials e il lavoro”, che riprende i risultati dell’indagine ISFOL-PLUS 2008 (Partecipation Labour Uneployment Survey), Monya Ferritti sostiene che solo il 41,5% dei giovani tra i 18 e i 29 anni si dice disponibile ad accettare qualsiasi tipo di lavoro. Questa quota scende al 18% per i laureati. Mentre quasi il 29,1% rifiuterebbe una proposta che prevede il trasferimento. Non a caso, si legge sempre nella rivista, su dieci under 30 che hanno ricevuto un’offerta, nei 30 giorni precedenti alla rilevazione, quattro hanno rifiutato.

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