Il gruppo Espresso licenzia ed evita faccia a faccia con i lavoratori


I dipendenti a rischio di cassa integrazione hanno scritto a Repubblica e all’editore De Benedetti, ma il gruppo Espresso fa come Berlusconi: neanche si presenta al tavolo di crisi.

03 novembre 2009 - 19:53

Qualche mese fa, parafrasando la campagna contro Berlusconi, scrissero dieci domande a Repubblica in vista della chiusura della tipografia bolognese del gruppo Espresso (che del quotidiano principe della sinistra istituzionale italiana è proprietario). Si tratta di 26 dipendenti a rischio cassa integrazione, che nel frattempo hanno scritto anche all’editore Carlo De Benedetti. Inchiostro sprecato, visto che oggi in provincia si riuniva il tavolo di crisi dedicato a questa vicenda, e il gruppo Espresso ha pensato bene di regolarsi più o meno come è abituato a fare Berlusconi: non si è neanche presentato, limitandosi a comunicare una disponibilità per metà mese.

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