Il fine settimana alla stazione di Bologna: altro che Alta velocità


Da un lato il “magico mondo” dell’Alta velocità. Dall’altro un fine settimana di caos e passeggeri quasi abbandonati a se stessi. Alcune persone esasperate si sarebbero posizionate per protesta sui binari e sarebbe intervenuta la polizia.

21 dicembre 2009 - 00:03

Appena due settimane fa, alla stazione di Bologna, i patetici festeggiamenti per il completamento dell’Alta velocità. Lo scorso fine settimana, stessa stazione, centinaia di passeggeri letteralmente disperati per il caos in cui è finito il traffico ferroviario a dopo le ultime nevicate.

Nella giornata di sabato non si contavano i treni che sui tabelloni riportavano ritardi da 100 minuti. Un intercity diretto a Roma, ad esempio, invece che alle 11,18 è partito alle 14 ed è arrivato a Roma alle 20 invece che alle 15,20: in alcuni vagoni, per giunta, mancava la luce e il riscaldamento.

Anche peggio è andata domenica. Numerosi i treni cancellati senza alcun preavviso, in particolare quelli diretti al Sud. La media dei ritardi, aggiornata di 20 minuti in 20 minuti, si è innalzata fino  a toccare i 230 minuti di un convoglio diretto a Bari e gli addirittura 420 minuti di attesa annunciati per un treno diretto a Crotone, che alla fine è partito alle 19 e non alle 12 come da orario. Inutile cercare un punto informazioni, naturalmente.

Una situazione particolarmente delicata, secondo quanto raccontato da alcuni testimoni ad un nostro collaboratore, si è verificata domenica quando sono stati annullati diversi treni sostituiti da un unico convoglio genericamente diretto “a Sud”: alcuni passeggeri si sarebbero posizionati per protesta sui binari e sarebbe intervenuta anche la polizia.

Eppure le Fs, sabato pomeriggio, raccontavano un’altra storia: linee tutte aperte, treni a media e lunga percorrenza tutti circolanti con ritardi medi di solo un’ora con punte di due. La sbornia per i brindisi in onore della Tav, evidentemente, si fa ancora sentire.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati