Il 75% delle famigli bolognesi fatica a pagare l’affitto


Lo segnala l’osservatorio economico Nomisma. L’Asia-Rdb propone: “Ostelli pubblici per gli sfrattati, requisizione delle case sfitte”.

17 dicembre 2009 - 14:16

Troppo basso il reddito, troppo alto l’affitto o il mutuo. Il 75% delle famiglie bolognesi si trova oltre la soglia di sostenibilita’, ovvero il canone di locazione e’ superiore al 30% del reddito disponibile. Ma non solo. Si trova nella stessa situazione anche il 50% delle famiglie che hanno un mutuo. E’ la situazione illustrata dall’osservatorio economico Nomisma.

Nomisma stima che sotto le Due Torri siano poco piu’ di 45.000 le famiglie residenti in affitto, ma se a questo dato si aggiungono anche gli studenti e i lavoratori fuorisede si raggiunge quota 57.000 nuclei. Incrociando i dati sui redditi disponibili e i prezzi delle case, Nomisma ipotizza poi che la soglia di reddito che consente la sostenibilita’ degli attuali canoni di mercato a Bologna e’ intorno ai 25.300 euro all’anno. Da qui deriva il fatto che circa 35.000 famiglie residenti hanno bisogno, in maniera diversa, a forme di sostegno abitativo.

Inoltre, “tenendo conto di tutte le forme di elusione- spiega il report di Nomisma- e’ possibile stimare in circa 10-12.000 locazioni a canone di mercato a Bologna” che sono illegali.

Su questa situazione interviene il sindacato degli inquilini Asia-Rdb, che intanto per domenica organizza un incontro a San Pietro in Casale (ore 17,30 al centro sportivo Faccioli di via Costituzione 18) con l’obiettivo di organizzare un comitato anti-sfratto. “Il caro affitto è un problema in tutto il territorio bolognese”, spiega il sindacato.

> Il comunicato di Asia-Rdb:

Ostelli pubblici per gli sfrattati, requisizione delle case sfitte

I dati del Nomisma, confermano una situazione di emergenza abitativa diffusa
sul territorio bolognese, con trentamila famiglie che subiscono la nuova
precarietà legata al problema casa.
E´ da diversi mesi che l´AS.I.A.-RdB ha attivato una rete di picchetti
antisfratto, composta direttamente dalle famiglie di sfrattati, per
proteggere gli inquilini e per difendere il diritto alla casa
L´emergenza abitativa è provocata dalla crisi economica in atto, tuttavia
non si può nascondere chi oggi specula direttamente attraverso la rendita
sul disagio abitativo. Le migliaia di cassa-integrati, i precari, i nuovi
disoccupati sul territorio bolognese non hanno altra soluzione che resistere
mobilitandosi direttamente. La crisi del settore industriale ormai sta
dilagando anche in altri comparti, e il sistema emiliano non riesce più a
reggere questa situazione.
C´è una cronica mancanza di alloggi residenziali pubblici, e le attuali
aperture al cosiddetto housing sociale nasconde l´ennesimo regalo che il
“pubblico” fa agli speculatori privati e alla rendità.
Occorre rinvestire direttamente nell´edilizia residenziale pubblica, non
unicamente costruendo nuove case, ma da un punto di vista amministrativo
requisendo le case sfitte private, come è già avvenuto in altre parti
d´Italia. Vanno attrezzati fin da subito Ostelli pubblici per gli
sfrattati, in modo da contrastare l´emergenza, che non riguarda unicamente
la città di Bologna ma la stessa provincia. Il 4 di dicembre si è svolta
in diverse città italiane la giornata contro gli sfratti perché si
generalizzi la richiesta di blocco degli sfratti per morosità. Anche a
Bologna e in altre città emiliane i movimenti di lotta per la casa hanno
fatto propria questa data chiedendo che si intervenga, chiamando
direttamente in causa le amministrazioni locali, regionali e le prefetture.
L´amministrazione regionale e locale deve essere chiamata in causa, per la
realizzazione di un nuovo piano casa popolare che tuteli lavoratori, precari
e disoccupati colpendo e sanzionando la rendita. Un piano casa popolare che
requisisca alloggi privati sfitti e rilanciare l´edilizia pubblica
residenziale.

Asia-Rdb

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