Il 1° marzo di Roger [foto]


Viene dal Camerun e lavora (precario) in una fabbrica bolognese. Stamattina era, per l’ennesima volta, all’ufficio Immigrazione per chiedere informazioni sul suo permesso di soggiorno. Fuori il presidio di Rdb e Asia.

01 marzo 2010 - 10:34

1Ore 8. Via Bovi Campeggi, ufficio Immigrazione della Questura di Bologna. La fila dei migranti in attesa di entrare arriva fin sulla strada. Uno di loro resta all’interno solo pochi minuti. Si chiama Roger, viene dal Camerun. “Sono venuto solo a chiedere informazioni, le pratiche per il permesso di soggiorno le ho completate un anno e mezzo fa- racconta- vengo a chiedere ogni due mesi ma tutte le volte mi dicono di aspettare”. Roger e’ padre di due bambini, vive a Bologna, lavora in fabbrica con un contratto a tempo determinato e “tutte le volte per venire qui devo chiedere un permesso”, spiega. Una storia come tante, la sua. E basta leggere i giornali, un giorno qualsiasi, per rendersi conto che non è una delle peggiori.

2Intanto, davanti all’ufficio Immigrazione, si svolge il presidio convocato dalle Rdb (che hanno indetto uno sciopero a livello regionale) insieme ad Asia, l’Associazione degli inquilini ed assegnatari: “Contro le leggi razziste e per l’unita’ dei lavoratori”, si legge sullo striscione. “A parte la manifestazione di oggi e lo sciopero- spiega Luigi Marinelli (Rdb)- era importante individuare alcuni luoghi dell’oppressione e dello sfruttamento dei lavoratori immigrati”. In via Bovi Campeggi, ricorda Marinelli, “sono costretti ogni giorno a lunghe file anche per il disbrigo di normali pratiche”. Le Rdb chiedono “la regolarizzazione di tutti i lavoratori 3immigrati” e “l’abrogazione di tutte le norme razziste che regolano il lavoro degli stranieri in Italia”. Per quanto riguarda i sindacati confederali (aderisce solo la Cgil ma senza un vero sciopero), Marinelli manda a dire: “Il problema di Cgil, Cisl e Uil e’ di aver condiviso, con questo Governo e con quello precedente, politiche di segregazione dei lavoratori immigrati”.Per questo, conclude il rappresentante
delle Rdb, questi sindacati devono innanzitutto prendere “una chiara presa di posizione sul razzismo istituzionale”.

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