I due attivisti di Asia scendono dal tetto del Comune: giovedì un incontro [+comunicato]


Scendono dal tetto i due “scalatori sociali” di Asia dopo aver ottenuto un incontro con l’assessore alla casa, Naldi, per giovedì, durante il quale l’assessore si è impegnato a trovare una soluzione per la famiglia sfrattata questa mattina.

Tutti ormai sono convinti che Milena Naldi sia la persona meno adatta per fare l’assessore alla casa. Meglio che torni a fare la curatrice di mostre di Amico Aspertini. Essere un’esperta di arte antica non le è stato sufficiente a comprendere cosa sia la sofferenza delle persone che si trovano all’improvviso senza un tetto.

16 novembre 2009 - 19:16

Giornata movimentata quella odierna a Palazzod’Accursio. Dopo l’invasione dei metalmeccanici questa mattina, l’aula del Consiglio Comunale è stata presa di mira oggi pomeriggio, durante l’appuntamento settimanale dell’assemblea elettiva, da una folta delegazione di attivisti del sindacato Asia-RDB e della famiglia (con bimbi e passeggini) sfrattata oggi alle 7 in via Tagliamento (sgombero eseguito dalla polizia con l’aiuto dei vigili del fuoco). I militanti del coordinamento “Prendiamo casa” e del sindacato di base intendevano protestare contro la scelta di sfratto del tribunale, ma anche contro l’ignavia dell’amministrazione comunale che non mette in campo politiche adeguate all’emergenza abitativa in città che si è aggravata a causa della crisi che colpisce diversi settori produttivi del nostro territorio.

Mentre era in corso la protesta in aula consiliare e un presidio in Piazza Maggiore, davanti al Palazzo Comunale, due attivisti del sindacato inquilini si sono arrampicati su una delle tettoie di Palazzo D’Accursio che si affacciano sul cortile del pozzo, scavalcando la finestra vicino all’ingresso della Segreteria generale del Comune. I due “scalatori” hanno dichiarato la loro intenzione di restare sul tetto, nonostante i tentativi dei Vigili urbani di convincerli a scendere.

Nel frattempo, in Consiglio comunale la delegazione di Asia-Rdb stava discutendo con rappresentanti dell’amministrazione comunale. Due le principali richieste del sindacato: il blocco degli sfratti e la creazione di ostelli popolari per “dare la possibilità a chi è stato sfrattato di assestarsi”. Due proposte che non hanno trovato sponda nella Giunta Delbono, accusata per questo dalle Rdb di essere “al servizio dei costruttori”.

Dopo una lunga trattativa, durata oltre mezz’ora, tra la delegazione di Asia-RDB e l’assessore alla Casa, Milena Naldi, il presidente del Consiglio comunale, Maurizio Cevenini, il capogruppo del Pd, Sergio Lo Giudice, e la presidente della commissione Affari istituzionali, Maria Cristina Marri, il segnale che ha fatto sbloccare l’incontro è stata la disponibilità da parte dell’assessore comunale alla Casa, Milena Naldi, ad incontrare il sindacato di base, per “provare a trovare una soluzione”, giovedì 19 novembre alle 15.

La Naldi ha parlato personalmente con Said, il padre di famiglia (disoccupato, mentre la moglie ha uno stipendio di 800 euro al mese; il figlio è in ospedale in attesa di un intervento). L’ironia della sorte vuole che Said e la sua famiglia sia regolarmente in graduatoria, con un punteggio che fa prevedere l’assegnazione di un alloggio Erp a gennaio.

Dopo l’impegno dell’assessore a fissare un incontro nei prossimi giorni, i due “arrampicatori sociali” che erano saliti sul tetto, sono tornati all’interno del Palazzo comunale, tra gli applausi e i cori dei compagni.

Al di là del risultato ottenuto, questo episodio rimarca, se ce fosse ancora bisogno, l’inadeguatezza delle politiche del Comune rispetto al problema della casa in città. Se un assessore alle politiche abitative non riesce a mediare con la Prefettura lo slittamento di uno sfratto per due mesi, per permettere il passaggio da una casa privata a una casa pubblica (che verrà assegnata a gennaio) significa o che non gliene frega nulla del fatto che un numero sempre più consistente di famiglie sta finendo in mezzo alla strada a causa degli sfratti. Oppure (cosa altrettanto grave) che non è capace di svolgere quel compito ed allora è meglio che torni a fare la curatrice delle mostre di Amico Aspertini, dato che probabilmente l’essere un’esperta di arte antica non le è stato sufficiente a comprendere cosa sia la sofferenza delle persone che si trovano all’improvviso senza un tetto.

Del resto, se il Comune di Bologna, sindaco in testa, pensa di far finta che questi gravi problemi sociali non esistano tappandosi gli occhi, quegli occhi sarà costretto a riaprirli, perché proteste come quella di oggi si ripeteranno.

> Di seguito il comunicato diffuso in serata da Asia/Rdb:

Si è concluso intorno alle 18.00 l’occupazione del Consiglio Comunale e dei tetti del Comune da parte di un consistente numero di inquilini e sfrattati.

La mobilitazione è stata sospesa poichè l’assessore alla casa Milena Naldi ha garantito che verrà trovata una soluzione che accompagnerà la famiglia, sfrattata stamattina, fino all’assegnazione di casa popolare prevista per l’inizio del prossimo anno, mantenendo unito il nucleo famigliare.

E’ stato fissato un appuntamento per giovedì pomeriggio con il sindacato AS.I.A.-RdB e la famiglia in questione per illustrare la soluzione trovata.

Riteniamo che di fronte all’attuale emergenza abitativa vadano trovate soluzioni condivise e collettive, è per questo motivo che rilanciamo la proposta di “ostelli per sfrattati”, ovvero strutture di proprietà pubblica adibite ad ospitare chi rimane senza casa, così come già avviene in altre regioni, per consentirgli di trovare una altra soluzione abitativa e per evitare che lo sfratto rappresenti un problema insormontabile che può portare alla perdita del lavoro e alla separazione della famiglia. Questa soluzione deve essere concepita come misura emergenziale e deve essere accompagnata da una politica strutturale di sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica e di calmierazione del mercato privato tramite una più rigorosa politica fiscale.

Segnaliamo che vi è un aumento delle forze dell’ordine utilizzate contro gli inquilini per risolvere i problemi di emergenza abitativa, non solo sono in forze al momento dello sfratto ma si è minacciato l’utilizzo anche per lo sgombero coatto del consiglio comunale. Non è tramite queste minacce che si fermerà la mobilitazione.

Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato, come gli attivisti del Lazzaretto Autogestito, realtà sotto sgombero e il dal Coordinamento Provinciale dei Vigili del Fuoco del sindacato RdB per la solidarietà portataci.

AS.I.A.-RdB Bologna

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