I docenti delle superiori: “Le lotte degli studenti sono un punto qualificante della vita comunitaria”.


Il comunicato del coordinamento dei docenti delle secondarie superiori di Bologna in merito alle lotte studentesche bolognesi e non.

23 dicembre 2010 - 16:47

Il ricostituito coordinamento dei docenti delle secondarie superiori di Bologna, riunito al liceo Copernico il 14 dicembre scorso, a proposito degli studenti, del loro movimento, delle loro lotte ha preso la seguente posizione:

Le lotte studentesche contro la riforma Gelmini dell’università, contro i tagli all’offerta formativa pubblica, contro gli attacchi alla cultura, in difesa del lavoro e dei fondamentali diritti democratici rappresentano un momento qualificante della nostra attuale vita comunitaria.

Esse devono indurre gli insegnanti ad assumere un comportamento attento e responsabile nei confronti della domanda sociale che tale mobilitazione esprime.

E’ nostro compito, nella consapevolezza del nostro ruolo civico e dei doveri a cui siamo chiamati dalla Costituzione, accogliere e ascoltare tali domande e indirizzare verso comportamenti di responsabilità sia nella scuola che nella vita politica allargata e non rivolgerci ad esse in modo repressivo, confondendoci o addirittura sostituendoci all’azione della magistratura e considerando tali lotte come un atto da punire sul piano disciplinare attraverso il voto di condotta.

La nostra funzione è prima di tutto una funzione educativa, di dialogo, di confronto, di scontro dialettico anche, in una parola di attenzione verso le istanze dell’altro e di pretesa di rispetto nella diversità delle opinioni.

Ci preoccupano le numerose condanne e minacce rivolte con arroganza al movimento degli studenti da uomini politici di primo piano per le responsabilità istituzionali che ricoprono; ci preoccupano la chiusura, la miopia e l’indifferenza di molti colleghi verso le istanze dei loro allievi: non possiamo permettere che il disagio sociale in atto si manifesti nelle forme di una contrapposizione generazionale, cieca e rancorosa, del giovane contro l’adulto e dell’adulto contro il giovane; non possiamo permettere che un’intera generazione venga sacrificata sull’altare della precarietà e condannata proprio per questo all’isolamento sociale e politico.

Il nostro posto è in questo confronto per affermare insieme le ragioni di una rinnovata condivisione sociale, etica ed economica che ridia ad ogni giovane la passione di progettare il proprio futuro.

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