I Cobas Bologna verso il 27-28 gennaio: «La posta in gioco è altissima»


Il sindacato di base, che promuove lo sciopero intercategoriale nel giorno dello sciopero dei metalmeccanici fiom, aderisce alle manifestazioni bolognesi del 27 e invita a raggiungere Torino il giorno successivo

18 gennaio 2011 - 14:34

> Il comunicato:

Il 28 gennaio i Cobas, rispondendo alle tante richieste di movimenti e lavoratori, hanno convocato lo sciopero generale di tutte le categorie, che darà luogo ad una giornata di mobilitazione nazionale tesa ad unire le lotte di tutti i settori di lavoro dipendente sottoposto ad un attacco violentissimo da parte del padronato pubblico e privato.

Marchionne, e con lui tutti gli industriali, la casta governativa parassitaria e la pseudo-opposizione sono ben intenzionati a scaricare sulle nostre spalle i costi della crisi da loro provocata, hanno usato soldi pubblici per salvare speculatori e banche, per sovvenzionare gli imprenditori ed ora presentano il conto a noi.

Altissima la posta in gioco: i diritti e la qualità della vita in fabbrica, il contratto nazionale di lavoro; ma non è un problema solo dei lavoratori fiat e/o dei metalmeccanici, tutto il pubblico impiego è spremuto come un limone attraverso il blocco degli stipendi, il furto del TFR, la stretta sulle pensioni e l’arroganza repressiva introdotta dalle nuove norme.

La scuola e l’università hanno subito e continuano a subire tagli enormi che hanno già prodotto impatti devastanti sui livelli occupazionali e sulla possibilità stessa del permanere del diritto all’istruzione. Il precariato senza diritti e futuro dilaga in tutti i comparti pubblici e privati togliendo prospettive alle future generazioni.

In questa sistematica e aggressiva opera di distruzione dei diritti dei lavoratori, si palesa sempre di più il “fascismo sindacale” volto alla cancellazione dei sindacati non allineati e concertativi.

Non è certo una novità per chi da anni come i Cobas vive una discriminazione sul piano dei diritti costituzionali, visto il divieto che li colpisce di tenere assemblee in orario di lavoro e quindi di garantire ai lavoratori la libertà di scegliere se parteciparvi o meno, o addirittura, nel privato, l’impossibilità di essere iscritti ai Cobas.

Oggi il processo di emarginazione si sta significativamente allargando secondo la medesima inesorabile logica e anche coloro che in questi anni erano beneficiari esclusivi dei diritti sindacali possono rapidamente perderli nel momento in cui decidono di opporsi alle scelte dirigenzial/padronali.

La logica non cambia, è sempre la stessa: se non sei complice non devi esistere.

La portata di questo attacco generalizzato non può non portarci a riconoscere l’urgenza di un ampio fronte di lotta sul tema della dignità dei lavoratori e della radicale trasformazione delle regole della rappresentanza, che riesca a comprendere chi il lavoro non ce l’ha o lo ha al di fuori di ogni orizzonte contrattuale collettivo.

Vogliono toglierci le armi per poterci difendere, sanno che a breve dovranno massacrarci per recuperare i loro capitali, per far pagare a noi la loro crisi.

Per questo è importante che il 28 sia un primo momento di lotta nazionale complessiva, un primo passo in un percorso che dovrà necessariamente vedere altri scioperi generalizzati, altre giornate di rivolta. A Bologna diamo la nostra adesione alle manifestazioni anticipate per questioni tecniche al giorno 27; per il giorno seguente invitiamo a partecipare alla giornata nazionale e ci attiveremo per contribuire alla riuscita della manifestazione di Torino che, anche alla luce dello straordinario risultato del referendum, sostanzialmente bocciato dagli operai e passato solo grazie al voto degli impiegati e dei capetti, diventa di grande importanza simbolica.

COBAS BOLOGNA

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