Hello I m Precarious


Da un’idea di Elena Pasini, l’installazione racconta il presente di chi è precario, imprigionato dalle molteplici forme di ricattabilità a cui il lavoro oggi sottopone. A Bartleby fino a mercoledì 23 marzo.

22 marzo 2011 - 11:54

BarattoloHa inaugurato la scorsa domenica e prosegue fino a mercoledì 23 marzo Hello I m Precarious, un’installazione visiva e performativa sul precariato nei call center, che ha trovato casa negli spazi di Bartleby in via San Petronio Vecchio, per l’occasione trasformati in una graziosa galleria d’arte.

Da un’idea di Elena Pasini, in collaborazione con Lab Paz Project e Yeswecash l’installazione mira a raccontare il presente di chi è precario, rappresentando con una grande pluralità di linguaggi visivi la morsa della quotidiana condizione di chi scende a compromessi per sopravvivere, il cui stesso corpo è costretto, imprigionato dalle molteplici forme di ricattabilità a cui il lavoro oggi sottopone. “La mostra trae ispirazione da un’esperienza personale all’interno di un call center bolognese, durante il periodo universitario. Tuttavia, la realtà rappresentata è di carattere simbolico, pensata come emblema per una riflessione più ampia.”

Barattoli incastonati in una parete bianca e chirurgicamente allineati contengono all’interno quelli che sembrano essere frammenti di vite, storie. Un telefono luminescente campeggia sul suo piedistallo, ostentando la sua pretesa natura di totem post-contemporaneo. ParoleTelefono trasformate negli assordanti slogan capitalistici, che hanno superato la forma del “produci-consuma-crepa”, ma ne conservano intatta la sostanza, anzi la rafforzano, camuffandola nella grazia delle cortesi parole del marketing odierno. L’installazione cerca di evocare l’attuale rapporto lavoro/vita, profondamente mutato nell’ultimo decennio: da un lato, le due dimensioni tendono a confondersi senza soluzione di continuità; dall’altro, corpo, mente e vita sono assorbiti all’interno del nuovo paradigma produttivo, generando una condizione esistenziale di eterno presente.

fonPer l’artista Elena Pasini Hello I m Precarious è innanzitutto un modo per riconoscersi da più punti di vista ed unire le diversità del mondo dei lavori.

E non è un caso se il progetto prende forma e trova supporto proprio negli spazi della condivisione sociale e del confronto.

E non è nemmeno un caso che ad ospitarlo sia lo spazio che porta il nome del melvilliano eroe che fece della sottrazione e dell’inversione del senso l’arma della sua rivincita sulla vita.

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Hello I m Precarious di Elena Pasini, in collaborazione con Lab Paz Project e Yeswecash dal 20 al 23 marzo a Bartleby, via San Petronio Vecchio 30/a

produrre

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