Grecia / “Syntagma Calling”


Assemblea transnazionale il 21-22 marzo ad Atene “per trovare strade per agire insieme contro il doma economico e politico della crisi, creare tempi e spazi comuni di lotte, pratiche e azioni”. L’appello e l’adesione del Klf.

19 marzo 2012 - 14:43

> L’appello

Assemblea transnazionale
Atene, 21-22 marzo 2012
Teatro occupato Empros

Sebbene i governi e le istituzioni dell’Unione Europea confinino ripetutamente la crisi al caso “eccezionale” della Grecia, lo stato di emergenza sembra essere lo spettro che si aggira per l’Europa. Pare che in una delle aree più ricche del globo, nessuno riesca a vivere con i propri mezzi e l’austerità sia la sola via per salvare ciò che è stato costruito per decenni; un salvataggio per annegamento, costruire attraverso la demolizione è il dogma dell’ortodossia politica ed economica.

Sebbene diverse forze politiche avessero previsto in molti casi i tragici risultati di questa specifica forma di sviluppo che il regime di accumulazione postfordista e la finanziarizzazione dell’economia avrebbero scatenato per l’intera società, sembra che il sentire generale, perfino tra i più radicali, sia dominato da un certo torpore. Sembra che la conferma della predizione si ripeta sempre e solo come tragedia.

La Grecia, comunque, pare essere il luogo per eccellenza, dove questo tornado devasta salari, pensioni, garanzie sociali, in breve tutte le strutture del welfare e i diritti politici che erano sopravvissuti dal compromesso del dopoguerra. L’esperimento greco per la messa a punto del futuro europeo prende forma in modo chiaro e inequivocabile.

Tuttavia, a parte l’imposizione orchestrata dal governo greco, il saccheggio da parte di Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale di qualsiasi segno di dignità, materiale e simbolico, reale e illusorio, sembra che a essersi intensificati in questa guerra dichiarata siano innanzitutto le risposte degli oppositori. La continua escalation delle lotte sociali contro la mostruosità delle ricorrenti misure di austerità partoriscono sempre più numerosi e indignati mostri del rifiuto.

Sembra che la resistenza non sia sufficiente, né la fuga. Ciò che è stato dimostrato ripetutamente negli ultimi due anni è che la questione (im)posta da innumerevoli soggettività non è la resistenza contro gli attacchi, né la costruzione di alternative di evasione: è semplicemente e puramente il rifiuto non formulato e senza parole, perciò inafferrabile, imprevedibile e temibile.

Come parte anonima, senza forma e senza possibilità di essere messa in forma di questo movimento non rappresentabile, invitiamo tutti coloro che sono parte di questo disperso, disorientato e confuso pensiero e azione di strada a venire e formare una due giorni di assemblea aperta ad Atene, dove i mostri della crisi dal sud Europa globale (da Londra a Madrid e da Berlino a Roma), così come le sollevazioni e insurrezioni in Nord Africa, possono condividere esperienze e idee per contaminare ulteriormente i diseredati europei con una rabbia senza speranza e una paura speranzosa.

Dopo la manifestazione del 5 maggio 2010 ad Atene, l’Economist ha pubblicato in prima pagina un’immagine di Atene con il titolo “Prossimamente nella tua città?”. Oggi possiamo sostituire il punto interrogativo con un punto esclamativo. Le reti che collegano Syntagma con Tahrir, Barcellona, Londra o New York sono più forti che mai, come una catena di eventi, occupazioni, manifestazioni, iniziative per un rifiuto collettivo e senza mediazioni che diviene transnazionale.

Invitiamo individualmente e collettivamente a partecipare all’assemblea per pensare in comune come possiamo disperdere questo rifiuto assoluto e trovare strade per agire insieme contro il dogma economico e politico della crisi attraverso gli esistenti confini nazionali, economici e politici. Il nostro obiettivo è di aprirsi alle varie forme di rifiuto attivo e assoluto che emergono nelle nostre interconnesse vite quotidiane, e di creare tempi e spazi comuni di lotte, pratiche e azioni.

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> Comunicato Klf

Syntagma Calling.. Noi ci siamo!

mar 9, 2012

Il 2011 è stato indubbiamente l’anno nel quale i movimenti globali hanno finalmente preso parola e posizione dentro la crisi. Dagli Usa alla Russia, dal Nord Africa all’Europa, una potente accelerazione dei conflitti sociali ha aperto nuovi scenari e nuove prospettive per un presente ed un futuro altro e contrapposto da quello che l’1% delle banche e della finanza globale vorrebbe imporre.

Dallo sciopero generale di Oakland all’occupazione di Wall Street, da Piazza Tahrir all’Avenue Bourghiba, dagli UK Riots alle Acampadas spagnole, una composizione comune ha dato vita a tante esperienze costituenti di riappropriazione di tempi e spazi di vita, di saperi e di reddito, che hanno avuto l’intelligenza di individuare nell’elemento della connessione transnazionale un passaggio strategico. Da questo punto di vista il 15 Ottobre scorso è stata una prima sperimentazione, sicuramente non ancora sufficiente, di cosa voglia dire costruire momenti di lotta comuni su scala globale. Da allora tante cose sono cambiate.

Le politiche di austerità ed il ricatto dell’indebitamento sono divenuti paradigmi indiscutibili delle politiche neoliberiste, portando la Bce ed i gruppi che tengono le fila dei mercati finanziari ad imporre il cambio di governo a molti governi del Sud Europa.

Sia chiaro: non abbiamo nessuna nostalgia per la sovranità nazionale, chi cerca di restaurarla non è infatti alternativo alla dittatura finanziaria ma ne è al contrario pienamente complice. Per questo la nostra sfida politica di trasformazione si pone su un piano immediatamente europeo e transnazionale.

In questo contesto sicuramente la Grecia è stato il laboratorio privilegiato per la sperimentazione di queste politiche che ad oggi stanno configurando una vera e propria rapina per la vita di un’intera popolazione. Non è bastata una grandissima opposizione sociale a fermare questo scempio, e crediamo che l’unica soluzione possibile per rispondere sia quella di agire veramente un piano transnazionale di conflittualità sociale. Consapevoli che la Grecia è a noi vicina, che parla a tutti e tutte noi.

Per questo riteniamo importantissimo l’appello che giunge da Atene per una assemblea transnazionale chiamata “Coming to a city near you!” che si svolgerà il 21 e 22 Marzo al Teatro Empos Occupato. Dopo esserci incontrati, circa un anno fa, a Parigi, dopo l’importantissimo Meeting di Tunisi dell’autunno scorso, crediamo che questo incontro ad Atene possa essere una nuova straordinaria occasione per continuare nella costruzione di un processo di formazione di una rete autonoma su scala transnazionale a partire dal mondo della precarietà e del sapere vivo. Saremo ad Atene anche per organizzare al meglio e lanciare una nuova primavera dei movimenti verso un Maggio che viene sempre più visto in tutto il globo come il mese nel quale sperimentare nuove forme di azione comune.

K.nowledge L.iberation F.ront

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