Sciopero generale in Grecia: scontri, incendi e morti


Altissima tensione nel giorno in cui si è sfogata la rabbia popolare contro i pesanti effetti sul lavoro degli accordi con Ue e Fmi. Tre vittime nel rogo di una banca appiccato con una molotov.

05 maggio 2010 - 22:35

Dall’Agenzia di Radio Onda d’UrtoAlcuni diritti riservati

Giornata di guerriglia urbana, ad Atene, Patrasso e Salonicco, contro il cosiddetto “piano d’austerita’” del governo greco. Dopo una mattinata dedicata alle manifestazioni in occasione del terzo sciopero generale dell’anno, nella capitale la situazione è totalmente degenerata nel primo pomeriggio. Come prevedibile, la tensione è salita nel corso delle ore; dopo il corteo mattutino, gruppi di manifestanti si sono scontrati con le forze di polizia e hanno lanciato pietre e molotov contro negozi e istituti di credito, tentando anche di forzare il cordone protettivo dispiegato dalla polizia attorno al parlamento. Centrata da una bottiglia incendiaria, una filiale della Marfin Egnatia Bank ha preso fuoco. L’incendio, propagatosi rapidamente, ha bloccato all’interno diverse persone: tre di esse, due uomini e una donna, sono morte per asfissia; una ventina sono rimaste intrappolate e portate poi in salvo dai pompieri. In fiamme anche altri due palazzi del centro di Atene, ma inquesto caso non si registrano feriti. La polizia ha risposto con idranti, manganellate, lacrimogeni e granate stordenti. In seguito, quando le autorità ateniesi hanno dichiarato lo stato di “allarme generale”, è iniziata una vasta operazione di repressione strada per strada, che ha portato per il momento ad almeno quattro fermi. Scontri e sassaiole anche a Salonicco e Patrasso, con negozi e banche danneggiati, ma senza episodi particolarmente cruenti. Erano decine di migliaia le persone scese in piazza per lo sciopero generale proclamato da Adedy, il sindacato dei dipendenti pubblici, da Gsee, la confederazione dei lavoratori privati, e dal Pame, la sigla sindacale legata al Partito comunista greco. Molti gli slogan contro il governo socialista, ma soprattutto contro Ue e Fmi, ideatori del piano di salvataggio delle casse statali elleniche, che costringerà la popolazione ad enormi sacrifici per diversi anni. E mentre il Paese è paralizzato dallo sciopero, sindacati e lavoratori continuano a chiedere che venga bocciato il piano di rigore dell’esecutivo, atteso domani dal voto di ratifica del parlamento. I capi di Stato e di governo dell’Eurogruppo si riuniranno invece venerdì, per dare il via libera al finanziamento da 110 miliardi in tre anni che dovrebbe salvare Atene. Il condizionale però è d’obbligo, perch la situazione pare caratterizzata da un crescente pessimismo, dentro e fuori i confini ellenici. Le borse sono in ribasso e la comunità finanziaria internazionale è in allarme: secondo i vertici del Fmi e della Banca centrale tedesca, non sono da escludere “gravi effetti di contagio” in Europa dalla crisi greca

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