Grecia / Il giornale autogestito sbanca le edicole


Eleftherotypia, parla il leader della protesta: “Abbiamo dimostrato che è possibile un giornale dei lavoratori e senza gadget”.

25 febbraio 2012 - 13:13

di Checchino Antonini da Megafono Quotidiano

“Abbiamo venduto più di 31mila copie in tutta la Grecia su 40mila che ne avevamo tirato. Quasi 20mila solo nel distretto di Atene e del Pireo. E siamo stati i primi!”. Moisis Litsis ha buone ragioni di essere entusiasta dell’esperimento di autogestione di Eleftherotypia (Stampa libera, ndr) – anticipato in Italia su globalist e ilmegafonoquotidiano.it – i cui 800 lavoratori sono scesi in sciopero dopo sette mesi senza stipendio. Il 15 febbraio, infatti, la tradizionale supremazia nelle edicole di Ta nea (La notizia, ndr), il giornale del pomeriggio vicino al Pasok, è stata messa in crisi dalla versione autogestita del grande quotidiano della sinistra greca famoso per il taglio professionale e senza orpelli.

Litsis, redattore economico e uno dei leader della protesta, racconta una storia utile a capire quello che sta avvenendo in Grecia a un pubblico, quello italiano, che assiste alla crisi drammatica della propria stampa di sinistra.
Sabato, dunque, ci sarà la seconda uscita. “Abbiamo preparato il giornale in una redazione amica e lo abbiamo stampato in un’altra tipografia perché i nostri tipografi temevano per il loro posto di lavoro. La proprietà ha disattivato il sistema editoriale su cui lavoravamo di solito, ha staccato internet, il sistema di posta elettronica e perfino il riscaldamento. E da ieri, 22 febbraio, impedisce l’ingresso nell’edificio e nei nostri uffici fino ad ora consentito. Molti di noi, lì dentro, hanno un mucchio di materiale, i propri archivi e anche roba da mangiare che era stata raccolta con donazioni di lettori e di collettivi”. Una reazione rabbiosa, a sentire Litsis, di fronte a un’esperienza molto positiva: “Molta gente ha chiesto di comprare – e ha comprato – Eleftherotypia nonostante la testata, per ragioni legali, sia Lavoratori di Eleftherotypia. Nel centro della capitale il giornale è andato esaurito molto presto. Sabato usciremo la seconda volta e con una tiratura di 65mila copie. Il sabato il mercato è più ampio perché il giornale resta in edicola per tre giorni. Da noi è vacanza fino a martedì. E’ una grossa scommessa perché le due principali agenzie di distribuzione sono controllate dai proprietari dei giornali, anche il nostro ne possiede il 2 per cento delle azioni. Per questo temiamo che provino a bloccarci. La nostra proprietà ci ha minacciato di ricorsi legali ma pure gli altri padroni sono stati spaventati dal nostro primo successo poiché dimostra che un giornale dei lavoratori, senza dvd e supplementi domenicali, può riuscire. Non solo i lettori abituali ma anche chi non leggeva Eleftherotypia ci ha comprato”.

Il giorno appresso il giornale è stato anche digitalizzato e, dopo la prima uscita, racconta Litsis, che molti altri colleghi, non solo giornalisti, hanno voluto aiutare l’iniziativa. “Purtroppo, la maggioranza dei lavoratori, anche se sostiene il nostro sforzo, non può realmente lavorare con noi”. “Lavoratori di Eleftherotypia” viene venduto a un euro anziché 1,30 o l’euro e mezzo dell’edizione del sabato. Con quei soldi, viene spiegato, verrà finanziata la prossima uscita. Il primo sindacato di giornalisti di Atene aveva promesso 10mila euro per finanziare l’iniziativa ma le ali destre del sindacato vogliono bloccare la cosa perché sostengono che non sia un giornale di scioperanti ma una normale operazione commerciale. “Gli articoli sono senza firma. L’assemblea ha deciso di pubblicarli così per paura che la proprietà bruci i nostri compensi. Ci sono firme solo di giornalisti veterani, alcuni di loro hanno lavorato tempraneamente al nostro giornale, e di gente esterna”.
Ne è venuto fuori un giornale di ben 56 pagine e con una grafica simile a quella tradizionale di Eleftheroptypia. Anche gli articoli sono simili a quelli del “giornale regolare”, abbiamo ad esempio, sport, cultura e le pagine della tv. Abbiamo voluto un giornale normale e non un semplice manifesto. Ci sono pezzi sulla situazione di altri media con problematiche simili, commenti, notizie dall’estero, articoli sulla situazione greca e molti altri”. I media mainstream, in genere, hanno ignorato l’operazione ma alcuni programmi tv del mattino hanno mostrato la copertina del giornale autogestito”.

“La stampa di sinistra, invece, ci ha aiutato in molti modi, con articoli, pubblicità gratis nelle radio, anche in quella della municipalità di Atene e fornendoci i propri codici fiscali per poter vendere il giornale e incassarne i ricavi. Non abbiamo contatti ufficiali ma molti di noi sono riusciti a informare i colleghi di altri paesi che hanno parlato di noi su alcuni media mainstream come la “Taz” tedesca o l’agenzia di stampa portoghese. Il resto della stampa di sinistra greca – conclude Litsis – ha problemi simili al nostro: i lavoratori non vengono pagati o sono pagati in ritardo e, come nel caso della radio e della tv del Kke, le trasmisioni sono sospese”.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati