Grecia / All’Ue non bastano lacrime e sangue. Scontri in piazza Syntagma


Per l’Eurogruppo l’austerity non è mai abbastanza, rinviato lo sblocco dei fondi. In corso lo sciopero generale di 48 ore, già stamattina manifestanti si fronteggiano con la polizia e lanciano molotov

10 febbraio 2012 - 13:42

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

L’Europa chiede ancora di più alla Grecia e, nonostante il via libera governativo a tagli durissimi a stipendi minimi, pensioni e personale pubblico, rimanda la decisione sui 130miliardi di aiuti ad Atene a mercoledi. L’Eurogruppo ha deciso di fissare una prossima riunione convocata per sbloccare o meno i fondi. Bruxelles vuole attendere il voto del Parlamento, atteso per domenica, mentre Berlino chiede “altri interventi migliorativi”. I nuovi tagli arrivano in un paese dove un cittadino su cinque è disoccupato e prevedono 15mila dipendenti pubblici in meno, salario minimo decurtato a 450 euro e riduzioni pesantissime sulle pensioni.

Contro la dittatura delle istituzioni internazionali la Grecia si appresta a vivere ancora una giornata di paralisi totale dovuta allo sciopero generale di 48 ore, proclamato dai principali sindacati del Paese. Oltre a partecipare allo sciopero, i sindacati esortano i lavoratori a prendere parte alle proteste di piazza. La Gsee e l’Adedy hanno programmato per oggi e domani, alle 11, manifestazioni in piazza Syntagma, mentre un’altra è in programma per domenica pomeriggio alle 17, giorno della votazione in Parlamento. Il Pame, sindacato comunista, come di consueto, ha indetto una manifestazione a parte oggi alle 11 in un’altra piazza della capitale, Omonoia. In piazza già oggi si segnalano duri scontri con molotov e fronteggiamenti con gli agenti, con i primi feriti e arrestati.

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