Gli avvoltoi del Pdl e la crociata contro i lavavetri


Il Pdl approfitta di una brutta storia di povertà per rinfocolare una campagna di paure e odio.

19 agosto 2010 - 23:50

Una brutta storia di povertà fa da spunto al Pdl per riprendere la crociata contro i lavavetri (e non solo). Si tratta dell’aggressione subita da un giovane proveniente dal Bangladesh, da quattro anni in Italia con permesso di soggiorno e una casa, preso di mira da due minorenni rumeni che volevano stabilirsi all’incrocio dove lavora tutti i giorni, prendendone il posto: prima avvertimenti e dispetti, poi un vero pestaggio.

Alcuni esponenti del Pdl di Bologna non hanno trovato di meglio da fare che avventarsi come avvoltoi sulla notizia, approfittandone per riprendere una crociata già cara all’ex sindaco-sceriffo Cofferati. Per loro tutto si riduce ad una “zuffa tra lavavetri”, nel solito quadro allarmista di “bolognesi assediati da lavavetri, venditori di fiori e prostitute”. Il Pdl annuncia quindi che da settembre verranno “adottati” alcuni “semafori caldi” della città, tanto per propinare la solita petizione. Ricapitolando: circolando per Bologna si avrà l’opportunità di imbattersi o in un un migrante che tenta di sopravvivere, armato di una rosa, oppura in un drappello di berluscones con sorrisi a 33 denti degni del miglior Bertolaso o Cosentino. Una richiesta al Pdl: si può avere la mappa dei semafori “adottati”, così da essere certi di evitare brutti incontri?

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