Mediterraneo / Gheddafi chiude i Cie libici. E l’Europa fa finta di niente


Tremila detenuti liberati, la Libia abdica al suo ruolo di gendarme meridionale della fortezza-Ue, a cui rimanda la responsabilità sui destini di milioni di uomini e donne

19 luglio 2010 - 19:38

> da Infoaut

La notizia è di quelle grosse ma a parte i siti dedicati all’argomento (che giustamente ne sottolineano più le ombre che le luci) la notizia non ha trovato ospitalità praticamente su nessun portale o canale del mainstream. A occuparsi della vicenda c’è solo Il Manifesto.
Con una mossa a sorpresa Gheddafi ha ordinato sabato la chiusura dei campi d’internamento libici e la liberazione dei 3000 detenuti che li popolavano, tra cui gli eritrei protagonisti dell’ultima tragica vicenda che ha fatto alzare la voce all’Unioe Europea.

Se il Colonnello non è nuovo a mosse a a sorpresa, che ne hanno scandito tutta la biografia personale e politica, quella messa in atto nel week-end potrebbe avere effetti decisivi, mandando all’aria anni di accordi bi-laterali, facendo venir meno il ruolo libico di gendarme meridionale dell’Europa Fortezza e rinviando alla stessa Europa la responsabilità prima sui destini di milioni di uomini e donne che cercano anno dopo anno di varcarne i confini.

Certo si tratta di una libertà molto sui generis, che ricalca nelle disposizioni minute molte dei dispositivi europei di gestione dei migranti: 3 mesi di libertà per trovare un posto di lavoro, l’impossibilità in molti casi di uscire dalla città che li “ospitava”… come il caso degli eritrei che da 2 giorni dormono per strada a Sebha, affamati e senza possibilità di migrare altrove, attendendo l’insperata concessioni del diritto d’asilo internazionale.

Certo la scelta del presidente libico sembra esser stata dettata soprattutto dal fastidio provocato dai richiami europei sui diritti umani dei campi libici e non da un generale ravvedimento sulle politiche dei transitanti il suolo libico. Probabilmente nuove e succose “offerte” ristabiliranno ruoli consolidati.
Nondimeno (almeno per ora) l’iniziativa è destinata ad avere effetti e riproporre l’annosa questione ad un Unione Europea ipocrita e pilatesca che appalta il lavoro sporco ad altri per poi riprenderli perché non usano le buone maniere.
Staremo a vedere!

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