Ex Gestor, “pericolosa” anche per il Parlamento: ma non per il Comune


Dalla commissione Finanze della Camera una censura completa sulla società che riscuote i tributi del Comune, mentre a Bologna per Bcl regna “il silenzio assordante”.

27 novembre 2009 - 19:41

La commissione Finanze della Camera ieri ha deliberato all’unanimita’ che Tributi Italia “e’ una societa’ pericolosa per 139 Comuni italiani. E’ indebitata con gli enti locali per 90 milioni di euro, incassati dai contribuenti italiani e non versati a chi ne ha diritto”. Lo rendono noto i tre ex consiglieri comunali di Bologna città libera (Valerio Monteventi, Roberto Panzacchi e Serafino D’Onofrio di Bologna citta’ libera).

“Dopo una pronuncia cosi’ netta dei parlamentari, vorremmo che qualcuno pagasse, vorremmo che qualche parola e qualche atto venisse dalla Giunta attuale e vorremmo che Flavio Delbono e l’assessore Rossi prendessero le distanze dalle scelte sciagurate di Paola Bottoni, liquidando il responsabile del Settore Entrate che ha coperto gli ammanchi di Tributi Italia, dal 2006 ad oggi”, cioè Mauro Cammarata.

Bologna città libera ricorda inoltre il “silenzio assordante dei consiglieri Pd, che dovevano difendere il sindaco fuggiasco e il suo assessore ai Tributi” e i lievi “cinguettii da parte dei consiglieri di centrodestra, che non potevano attaccare il direttore del settore Entrate, chiamato da loro a Bologna, mentre Gianluca Galletti (Udc) era assessore al Bilancio”.

L’elenco delle malefatte Gestor:  “Non hanno riscosso per anni i contributi
dei mercati ambulanti, provocando la crescita di un debito di oltre 600.000 euro; hanno incassato tributi dai bolognesi per sei milioni di euro (solo in parte recuperati) e sono debitori ancora di due milioni di euro al Comune; hanno creato i disastri della delirium tax; hanno presentato fideiussioni false al Comune di Bologna; hanno calpestato i diritti dei lavoratori dipendenti; sono stati condannati dalla Corte dei Conti”.

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