Francia / Torino-Lione a rischio: troppo cara e non strategica per il traffico merci


Il Ministro del Bilancio francese ha annunciato una revisione dei progetti ferroviari dell’Alta Velocità a causa delle ristrettezze di budget. A rischio la Torino-Lione ritenuta troppo cara e poco vantaggiosa.

12 luglio 2012 - 15:25

Il Ministro francese del Bilancio ha annunciato l’istituzione di una commissione di parlamentari che lavorerà per stabilire la priorità da dare ai progetti delle nuove linee ad Alta Velocità. Il rapporto sarà consegnato e reso pubblico entro la fine del 2012.

Le parole del Ministro Cahuzac del neo-nato governo socialista sono chiare e all’insegna di un “realismo di bilancio”: “Lo Stato ha previsto una moltitudine di progetti senza predisporre i minimi finanziamenti necessari a realizzarli…Il (nuovo) governo non avrà altra scelta che rinunciare ad alcuni dei progetti”.

Il precedente governo Sarkozy-Fillon aveva celebrato in pompa magna la “Grenelle (dal nome della cittadina che ospitava la kermesse) dell’Ambiente” nel 2007, annunciando un piano di costruzione di 2000 Km di nuove linee ad Alta Velocità (TGV), con un esborso complessivo pari a 260 Miliardi di euro. Oggi, in situazione di ristrettezza delle risorse, anche i governanti si accorgono che quei soldi non ci sono e che, soprattutto, non sono una priorità. Un monito che da Oltralpe può bene essere indirizzato ai Ministri nostrani: è finito il tempo delle promesse e delle opere “d’immagine”, guardiamo alla realtà e facciamo i conti con quella.

La luce rossa si è accessa in Francia in particolare su tre progetti che impegnano lo Stato a grossi investimenti: la linea Nizza-Marsiglia, la linea Rennes-Brest e, appunto, la contestatissima Torino-Lione.

I principi delineati per guidare l’opera della commissione sembrano ricalcare ciò che il movimento NoTav denuncia da tempo. Per tutti vale la regola aurea dei costi, seguita da un principio di utilità dell’opera, misurato in termini di minuti di percorrenza guadagnati: per la prima (Nizza-Marsiglia) i 15 Miliardi previsti non porterebbero a significativi vantaggi nei tempi complessivi tra Parigi e Nizza e, inoltre, non è ancora stato trovato un accordo sul tracciato; la stessa ragione (costi) vale per la linea Rennes-Brest.

Giudizio negativo anche sulla Torino-Lione a causa dei 12 Miliardi necessari alla realizzazione (stima per la sola parte francese). Inoltre, come dicono i NoTav da diverso tempo, la diminuzione del volume di merci fino a soli 4 milioni di tonnellate nel 2011 (a fronte degli 11 milioni del 1990) renderebbe l’opera poco vantaggiosa, per niente “strategica” e, in fin dei conti, inutile e sacrificabile.

Da segnalare che anche il progetto di allungamento della linea TGV Parigi-Bordeaux fino alla Spagna è sotto osservazione, quanto meno per un suo ridimensionamento: i costi, ma soprattutto le proteste suscitate nei Paesi Baschi (francesi e iberici) dall’idea dell’opera sembrano portare verso più miti consigli, fermando il prolungamento a Dax o perfino a Mont-de-Marsan (i comuni dei Paesi baschi francesi più lontani dalla frontiera spagnola e distanti 150 Km da Bordeux).

Dopo gli ultimatum del precedente governo Sarkozy 2, che aveva intimato all’Italia di raggiungere una decisione definitiva sull’opera dopo i numerosi rinvii e revisioni del tracciato, oggi la decisione del nuovo governo Hollande-Ayrault pone una seria questione al Governo italiano: mentre qui si continuano a buttare via milioni per difendere dalla giusta rabbia valsusina un cantiere pressoché immobile, che succederebbe se la Francia dovesse definitivamente abbandonare il progetto? E i costi enormi e la sostanziale “inutilità” dell’opera potrebbero invece, come i NoTav rivendicano da anni, essere impiegati per ben altre “Grandi Opere”, a favore di tutta la popolazione che si trova ad affrontare la crisi, a cominciare dalle forme di sostegno al reddito e dei servizi sociali?

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