Francia, sciopero dei migranti l’1 marzo


Ripubblichiamo tradotta in italiano, dal sito marocchino Yabiladi.com l’intervista ad uno degli attivisti del movimento francese per lo sciopero del lavoro migrante, che ormai da più di un’anno sta lavorando alla costruzione della giornata del 1 Marzo.

14 gennaio 2010 - 15:16

L’idea di uno sciopero delle attività migranti in Francia era già in corso di attuazione: il comitato promotore della data del 1 Marzo si è costituito più di un anno fa.

Pubblichiamo la traduzione di un’intervista a Nadia, membro del movimento «La giornata senza immigrati – 24h senza di noi», realizzata dal sito marocchino Yabiladi.com, che parla della nascita del movimento, del suo sviluppo, della situazione politica in Francia e della preparazione in vista della data del 1 Marzo.

(intervista realizzata a Novembre 2009)

– Yabiladi: Alcuni dicono che il discorso di Brice Hortefeux (Ministro dell’Interno del governo Fillon-Sarkozy), rivolto a un giovane militante di origine maroccchina durante l’università estiva dell’UMP a Seignosse, sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che vi ha fatto prendere coscienza dell’atteggiamento di una parte della società francese nei confronti degli immigrati. Cosa ne pensa Lei?

– Nadia Lamarkbi:
La presa di coscienza c’era già prima. Nel quotidiano, il peso dell’atteggiamento di una certa frangia della popolazione, che sia di compatimento o di diffidenza, si sente.
Ma è vero che le parole del Ministro dell’Interno e tutte i patetici tentativi per spiegare i suoi “veri” propositi hanno finito per convincerci che è venuto il tempo di mettere un freno a tutto questo. La nostra è un’azione civica e noi vogliamo agire su una leva essenziale che è il consumo e quindi l’economia.

– Yabiladi: Avete scelto il 1 Marzo 2010, ispirandovi al «Grande Boicottaggio Americano» del 1 Marzo 2006 in cui centinaia di migliaia di persone di origine ispanica hanno “manifestato” tramite il boicottaggio la loro posizione sul quadro del riforma dell’immigrazione? Oppure, cos’altro vi ispirato nella scelta di questa data?

– Nadia Lamarkbi:
Il 1 Marzo 2005 è stato il giorno dell’entrata in vigore delle leggi CESEDA (Code de l’entrée, du sejour des etrangers et du droit d’asile, ndr), dette anche “codice degli stranieri“, il cui obiettivo è la “selezione” degli immigrati in base a criteri esclusivamente economici. Certamente questo legame esisteva già prima, in maniera implicita, ma mai era stato scritto così chiaramente. Ma, attenzione! La nostra azione non va in direzione dei legislatori, bensì dell’opinione pubblica. Non abbiamo rivendicazioni, non reclamiamo niente. Questa vuole essere una giornata “della Dignità e del Rispetto reciproco”. Noi pensiamo che l’immigrazione sia una ricchezza e una necessità. La Francia si è costruita grazie agli immigrati. Perchè funzioni, c’è bisogno di tutti noi, da quelli che spazzano le strade fino a coloro che lavorano nei ministeri. Senza di noi, rischiano davvero di esserci dei problemi!

– Yabiladi:
Siamo a solamente quattro mesi (l’intervista è stata realizzata nel Novembre 2009, ndr)da questo grande avvenimento. Quali sono state le tappe percorse? Pensate di poter trasportare il movimento con lo stesso successo anche negli USA?

– Nadia Lamarkbi:
La scadenza è molto breve, ne siamo coscienti. Ma il movimento ha conosciuto un tale coinvolgimento e talmente tante persone si sono proposte per aiutarci che io stessa ammetto di esserne rimasta sorpresa. Abbiamo già dei comitati in regione, che lavorano localmente alla mobilitazione. Siamo entrati in contatto con le centrali sindacali, con molte associazioni, personalità pubbliche, uomini politici ma anche cittadini, che, come noi, sono coscienti del contributo essenziale dell’immigrazione alla Francia.
E’ stato un effetto a “palla-di-neve”…
Per quanto riguarda il movimento americano, la siamo in un altro contesto. Le comunità negli USA sono molto più strutturate. Per quanto riguarda noi, non siamo affatto un movimento comunitario. Noi vogliamo connetterci aldilà delle differenze. Il futuro ci dirà poi se il successo della “Giornata senza immigrati: 24 ore senza di noi!” sarà uguale a quello ottenuto oltre-atlantico.

– Yabiladi:
Pensate che la vostra azione avrà delle ripercussioni politiche in Francia? Avete altre iniziative del genere in cantiere?

– Nadia Lamarkbi:
Ne siamo sicuri! Nel contesto dell’attuale dibattito sull’identità nazionale ed essendo in prossimità delle regionali, le ripercussioni politiche sono evidenti.
Per quanto riguarda le prossime iniziative, posso dirvi che è in programma una conferenza stampa all’Assemblea Nazionale (il Parlamento francese, ndr) e un concerto di sostegno; in più, contiamo di essere presenti a tutti gli avvenimenti legati al nostro movimento.

Cӏ la Rete nel cuore di questa manifestazione

Facebook è stato una prima base di sensibilizzazione. Oggi, siamo diventati associazione per ragioni puramente amministrative, abbiamo delle commissioni che lavorano su diverse facce della mobilitazione, organizziamo riunioni regolarmente per discutere delle nostre azioni.
Abbiamo anche un sito internet ( http://www.lajourneesansimmigres.org/fr/ ) e un blog ( http://ljsi.over-blog.com/ ) che ci permette di avere più interazione oltre a un forum di discussione ( http://forum.lajourneesansimmigres.org/ ) per facilitare il dibattito, sapendo che noi tutti siamo molto impegnati e che internet è un mezzo rapido ed efficace per tenersi informati e in contatto.

trad. by da.gagl.

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