Francia / Lione, sabato scorso raduno fascista e notte di aggressioni


Riceviamo e pubblichiamo da un nostro lettore all’estero un resoconto dei fatti. Materiale tradotto e riorganizzato dal sito rebellyon.info.

19 maggio 2011 - 15:37

Alla fine è successo: i fascisti riuniti sabato a Lione per un sedicente presidio “per la libertà d’espressione” hanno trovato modo di esprimere pubblicamente la loro xenofobia, e successivamente di dare sfogo all’odio razzista. Ne hanno approfittato per darsi al loro gioco preferito da qualche mese a questa parte: attacchi e aggressioni, razziste e politiche. Diverse persone vittime degli attacchi erano ancora ospedalizzate domenica mattina. La prefettura e i media si ostinano a parlare di piccole risse tra opposte fazioni. Il punto sulle informazioni che arrivano col contagocce, e sulle questioni che sollevano.

La giornata

Doveva essere la “marcia dei maiali”, quella di sabato 14 a Lione: una sfilata razzista organizzata sotto il paravento di manifestazione goliardica per “denunciare la proliferazione della carne hallal”. Ad organizzarla era stato il Bloc Identitaire, un’organizzazione neofascista che prova a nascondersi dietro discorsi dalle tonalità regionaliste e un’estetica riverniciata da bravi ragazzi, erede di parte delle teorie della Nuova destra di Alain de Benoist riguardo la “metapolitica”. Doveva riunire gli identitari da tutta la Francia (sono ben impiantati a Nizza, Lione, in Bretagna e a Parigi), per la loro seconda uscita nazionale, dopo la manifestazione del 25 ottobre 2010 a Parigi che aveva visto 250 partecipanti.

Una volta che la prefettura ha vietato la marcia in quanto apertamente islamofoba, gli organizzatori hanno ripiegato sul presidio, ribattezzato “per la libertà d’espressione”, nel quartiere del Vieux Lyon in pieno centro. I partecipanti sarebbero stati circa 400, fra cui anche fascisti provenienti dalla Svizzera e dall’Inghilterra. Si è fatta notare anche la presenza dei nazisti di Lyon Dissident, solitamente “rivali” degli identitari per stile e per strategia delle alleanze, in quanto prossimi del FN di Marine LePen, laddove il Bloc Identitaire sta tentando invece di legittimarsi da solo presentando un proprio candidato indipendente alle presidenziali del 2012.

Il corteo antifascista si svolgeva poco distante, tenuto a vista da diverse centinaia di poliziotti in antisommossa. Chiamato dal Collectif de Vigilance 69 (coordinamento cittadino antifascista di gruppi antifa, collettivi libertari, sindacati e partiti di sinistra) perché Lione non diventi un laboratorio dell’estrema destra, ha visto un migliaio di partecipanti attraversare la città sotto la pioggia, scandendo slogan contro ogni razzismo e contro la xenofobia di stato. Alle 5, mentre la manifestazione arrivava a fine percorso, un corteo spontaneo di un centinaio di persone è partito in direzione del Vieux Lyon, per rispondere al prefetto che in mattinata aveva pubblicamente sconsigliato ai lionesi di frequentare il quartiere durante tutto il pomeriggio, come a normalizzare la presenza minacciosa dei nazionalisti. Arrivato sul ponte della Feuillée il corteo incontra i fasci. Scontro breve ma violento, soprattutto perché la polizia carica gli antifascisti da dietro, chiudendoli tra loro e i fasci. Il bilancio dell’episodio è di tre arresti fra i compagni, e tre fra i fascisti (di cui uno rilasciato subito dopo). L’equivalenza non è un caso, e simboleggia bene tutte le prese di posizione delle autorità cittadine, improntate a un’ipocrita equidistanza, e atte a minimizzare l’insieme delle aggressioni fasciste sotto il coperchio di “scaramucce tra bande”. I tre compagni e i due fasci sono stati giudicati ieri (lunedì) in prima istanza; tutti quanti se ne escono con 3 mesi con la condizionale.

Le aggressioni

Le prime verso le 16,30. Finito il presidio islamofobo, gli identitari si sono dati da fare nei dintorni: 3 esercizi commerciali tenuti da migranti sono stati attaccati, fra cui un kebab si è ritrovato con le vetrine fracassate. Alcuni ragazzi d’origine turca e maghrebina sarebbero pure stati presi di mira nel pieno pomeriggio: grida, insulti e minacce. Diversi commercianti della zona racconteranno le stesse scene.

In serata diversi fascisti si sono spostati nel quartiere della Croix-rousse, e si sono dati alla ratonnade (caccia al nero), attaccando luoghi di socialità, bar del quartiere, passanti. Secondo le nostre fonti circa una decina di persone sono state ospedalizzate in seguito a tali violenze, alcune in stato grave. Verso l’una, un bar dove si svolgeva un concerto di musica senegalese è stato attaccato. 3 persone che sostavano sulla porta sono state pestate, una è ancora ricoverata; i fascisti hanno anche tentato di entrare nel locale, terrorizzato i presenti barricati dentro, distrutto alcune vetrine prima di ripartire. Poco distante, in Place Colbert ancora altre aggressioni, almeno quattro persone prese di mira. La più grave ha passato la notte in rianimazione con un trauma cranico e due costole rotte. Tutti attacchi motivati dal colore della pelle e dall’appartenenza politica. Il bilancio è ancora del tutto provvisorio, la redazione di Rebellyon e il Collectif de Vigilance stanno cercando di raccogliere le testimonianze.

Il clima

La grande maggioranza della stampa si accontenta il giorno dopo di riprendere la pseudo rivendicazione di una “tracciabilità della carne hallal”, sorvolando sulle aggressioni o minimizzandole come “straripamenti di alcuni gruppi di partecipanti al presidio andati fuori controllo”. I due principali giornali locali, Le Progrès e Lyon Capitale (il cui nome già la dice lunga sull’attendibilità), insistono nel voler creare una distinzione netta tra gli organizzatori – identitari – del presidio e gli aggressori – nazi – della notte: una tesi che restituisce un’immagine degli identitari come di un gruppo rispettabile, ligio alle regole democratiche, estraneo alla violenza fascista. È una precisa scelta politica, che sancisce una volontà di normalizzare la presenza fascista in città, e soprattutto di delegittimare la mobilitazione antifascista, e segna uno scivolamento ulteriore nel trattamento mediatico del fenomeno fascista in Francia, già caratterizzato di recente da una certa simpatia dei media per le retoriche del FN di Marine LePen.

Sul lato istituzionale, la retorica della “guerricciuola tra opposti estremismi” servita dalla prefettura ha una funzione precisa: evacuare la questione del fascismo, del razzismo, del nazionalismo, presentando antifascisti e fascisti come due gruppi egualmente irrazionali. Stesso discorso da parte dei politici del Partito Socialista e le loro emanazioni associative, Sos Racisme e Licra: queste ultime hanno dapprima tentato di far annullare con un appello la manifestazione antifascista, col pretesto che la marcia dei fasci fosse stata annullata, per poi bollare il mantenimento della manifestazione come “rischiosa provocazione”. In corteo di questi soggetti non si è sentita la mancanza, ma è chiaro come posizioni di questo tipo contribuiscono ad appesantire ulteriormente il clima, favorendo la repressione dei militanti antifascisti.

La lista delle aggressioni fasciste degli ultimi due anni a Lione si è fatta pesante, sommandole tutte si hanno più di 200 giorni di prognosi (http://rebellyon.info/Retour-sur-2-ans-de-lutte-a-Lyon.html). Agli attacchi alle manifestazioni, agli squat, ai singoli individui si affianca la recente apertura di due sedi in città, sotto copertura di associazioni culturali. È un’avanzata che malgrado l’apparente marginalità dei gruppi in questione comincia a trovare le sue sponde istituzionali, ben disposte a sfruttare la situazione per poter meglio colpire i soggetti politici libertari. E soprattutto trova un movimento antifascista ancora poco preparato, tanto a livello di analisi politica che di pratica, troppo spesso condizionato da posizioni cittadiniste che tendono a trattare il fascismo come un’anomalia nel corpo sano della nazione. Giornate come quella di sabato mostrano piuttosto la pervasività dei discorsi e delle pratiche fasciste, ben favorite dall’imporsi di un’ideologia di stato impregnata di nazionalismo e di razzismo, da discorsi e leggi anti-islam, da politiche migratorie iper-repressive, e ora anche dalla “neutralità” tutt’altro che innocente dei capisaldi della sinistra parlamentare. Di fronte all’incedere dell’estrema destra, non possiamo che contare su noi stesse-i, e sviluppare le nostre capacità di autodifesa, tanto sul piano fisico che politico.

http://rebellyon.info/Rassemblement-des-islamophobes-le.html

http://rebellyon.info/Pseudo-journalistes-et-politiciens.html

Per un’analisi panoramica dell’estrema destra francese:

http://www.article11.info/spip/Retour-de-brun

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