Forlì-Cesena / Blocchi stradali degli stagionali degli hotel di Cesenatico, senza stipendio da gennaio


Inizia un’altra estate in riviera romagnola, all’insegna dello sfruttamento legalizzato. Pubblichiamo un comunicato del Lab. pAZ Project di Rimini

10 giugno 2010 - 22:14

> Il comunicato:

Questo nulla non ci annulerà!

Questo nulla non ci annulerà. Questo nulla non ha annullato percorsi di soggettivizzazione che già, a partire dallo scorso anno, hanno iniziato a smuovere una melma fangosa che circonda tutta la governance del sommerso e del’irregolarità nell’organizzazione del lavoro stagionale  turistico e agricolo.

Come ci rimandano le cronache di inizia giugno a Cesenatico, allegate all’articolo, con una protesta che sfocia in blocchi stradali da parte di una ventina di lavoratori stagionali romeni e quelle di fine stagione dello scorso anno, è proprio “grazie” alla razzializzazione del lavoro stagionale che si danno nuove forme di sovversione e insubordinazione a queste logiche di schivitù  legalizzata, o comunque tollerata e totalmente parte della cultura del nostro territorio.

Cultura accettata da tanti giovani riminesi e da tanti altri italiani che negli ultimi trent’anni hanno accettato di lavorare in nero o con contratti grigi per 3/4/5 euro come bagnini, baristi, camerieri di sala, camerieri ai piani.

Non è certo colpa loro…

Ci volevano, però, i romeni, quelli “bruti, sporchi e violenti” come ce li hanno descritti ad hoc negli ultimi anni i media mainstream, per provare ad agire nuovi percorsi di soggettivizzazione, per ribaltare l’ordine del discorso, ed agire nuove forme di rivendicazione dei propri diritti nel momento in cui alle richieste sacrosante di essere pagati per il lavoro svolto non incontrano nessuno.

Dove sono quelli che devono tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici?

Il 30 maggio 2010i volontari e le volontarie dell’ass. Rumori sinistri hanno inaugurato per il 3° anno consecutivo, lo sportello stagionali, il giorno successivo la protesta.

Un inizio movimentato, giornate intense di lavoro, incontri, raccolta di testimonianze. Tutto forse prevedibile, troppo insopportabile quello che succede sulla pelle di queste persone, ma comunque inaspettato.

Questo ci fa capire che abbiamo trovato la strada giusta “l’impossibile, diventa possibile, insieme“, a fronte dei tanti che ci dicevano che era tutto tempo perso, delle porte chiuse in faccia ai nostri progetti.

Nei prossimi giorni l’ass. Rumori sinistri presenterà una guida informativa per i lavoratori e lavoratrici stagionali.

Questo è solo l’inizio, sarà un’estate calda, fra la caccia alle streghe, i venditori ambulanti, che “bruciano”(come hanno bruciato la frontiera) la legalità delle bandiere sventolate dalla governance sicuritaria e dai suoi attori e coloro che – i lavoratori e le lavoratrici stagionali – ne subiscono l’altra faccia, anch’essa violenta, quella dello sfruttamento legalizzato

Stay tuned…la notte rosa, il capodanno della costa romagnola, si avvicina!

Lab. pAZ Project

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