Roma / Chiesti tredici rinvii a giudizio per la morte di Stefano Cucchi


Sono medici, infermieri e poliziotti. I pm: Cucchi picchiato nelle celle del Tribunale e poi abbandonato a se stesso all’Ospedale Pertini.
Fabio Anselmo, avvocato di parte civile: per noi è omicidio preterintenzionale, presenteremo memoria

17 giugno 2010 - 15:29

(Dall’Agenzia di Radio Onda d’Urto – Alcuni diritti riservati)

La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 13 tra medici, infermieri e agenti penitenziari accusati di aver provocato la morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni deceduto il 22 ottobre scorso nell’ospedale Sandro Pertini, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga. La richiesta è stata firmata oggi dai pm. Sotto processo potrebbero finire sei medici, tra cui Aldo Fierro, responsabile del reparto penitenziario del Sandro Pertini; tre infermieri; tre agenti penitenziari; il direttore dell’ufficio detenuti e del trattamento del provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria Claudio Marchiandi. I reati contestati, a seconda delle posizioni, vanno dalle lesioni aggravate all’abuso di autorità nei confronti di arrestato, dal falso ideologico all’abuso d’ufficio, dall’abbandono di persona incapace al rifiuto in atti d’ufficio, fino al favoreggiamento ed all’omissione di referto. Sulle richieste si pronuncerà il gup.

L’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, ha annunciato che “Presenteremo una memoria al gip sull’ipotizzabilità, a carico delle guardie di polizia penitenziarie, del reato di omicidio preterintenzionale”. L’avvocato si è detto soddisfatto per quanto riguarda le accuse rivolte ai medici: “Il loro comportamento – spiega – è stato particolarmente insopportabile. Quando qualche mese fa ipotizzai un dolo quasi eventuale, quindi quasi un omicidio volontario – aggiunge – non ero molto lontano poi da quelle che erano le idee dei pubblici ministeri”.

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