Fincantieri: la lotta paga!


Dopo settimane di proteste dei lavoratori, l’amministratore delegato ha ritirato ieri il piano industriale che prevedeva la chiusura di due stabilimenti e oltre 2500 esuberi

04 giugno 2011 - 10:45

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Davanti alle proteste quotidiane dei lavoratori, l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha ritirato il nuovo piano industriale, che prevedeva il licenziamento di 2.551 operai, il ridimensionamento dello stabilimento di Riva Trigoso e la chiusura di quelli di Sestri Ponente e Castellammare di Stabia. “Il piano presentato nei giorni scorsi non era una novità per nessuno -avrebbe detto stamattina Bono, secondo quanto riferito da fonti sindacali-, io sono una persona che si assume le sue responsabilità, ma con gli attacchi subiti da tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno. Ritiro il piano e spero che così si possano esorcizzare le tensioni”.
La notizia arriva nel giorno in cui circa 3mila lavoratori Fincantieri, arrivati soprattutto dai tre stabilimenti più colpiti dai tagli, hanno sfilato in corteo a Roma, in concomitanza con il primo vertice fra azienda, sindacati e governo. I manifestanti hanno accolto con vere e proprie scene di giubilo la retromarcia della dirigenza. “E’ un primo risultato, la battaglia continua” ha detto comunque agli operai il segretario generale della Fiom di Genova, Franco Grondona.
In precedenza c’erano stati però momenti di tensione con le forze di sicurezza, schierate in massa dalla Questura capitolina per impedire al corteo di arrivare in centro città e ottenere così la visibilità che meritava. I manifestanti sono stati bloccati all’altezza dell’arco di Costantino. Rimosso nel frattempo il blocco alle portinerie del sito di Riva Trigoso, che gli operai portavano avanti ininterrottamente da 260 ore. Il servizio con Giulio Troccoli, Rsu Fiom allo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente

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