Fiaccolata da piazza Maggiore e “funerale della scuola pubblica”


Circa 300 studenti di nuovo in piazza contro la riforma delle superiori. Intanto continuano le occupazioni ed i docenti delle Aldini sostengono le ragioni della protesta.

12 febbraio 2010 - 22:11

Dopo la manifestazione di questa mattina davanti al Galvani, 300 studenti  ono tornati in piazza nel pomeriggio per dar vita ad una fiaccolata di protesta che da piazza Maggiore ha raggiunto piazza Verdi.  Qui è  andato in scena un simbolico “funerale della scuola pubblica” con tanto di bara, candele e alcuni ragazzi vestiti da fantasmi.

Intanto proseguono le occupazioni al Righi, al Minghetti, al Crescenzi- Pacinotti e alle Aldini (probabilmente termina questa sera quella delle Laura Bassi).  Lunedì dovrebbe svolgersi un’altra assemblea interistituto, tra gli obiettivi c’è quello di arrivare ad un documento di protesta condiviso da tutti gli istituti.

Anche i docenti delle Aldini rivendicano le occupazioni di questi giorni, con un comunicato: “Il giudizio sulla riforma Gelmini che e’ emerso da un primo scambio di opinioni del gruppo di docenti che ha partecipato all’assemblea degli studenti occupanti e’ nettemente negativo”.  I docenti delle Aldini mettono in fila i problemi della rforma: taglio di docenti e personale Ata; riduzione dell’orario; diminuzione dei fondi d’istituto; la scomparsa nei professionali della qualifica; il quarto anno terminale e il quinto accessorio per poter accedere all’universita’; riduzione delle discipline di indirizzo e di materie come italiano e diritto; l’assenza di un percorso di storia dell’arte o di educazione musicale. “Tutto cio’ sembra portare a una scuola
piu’ del caos che della ragione- affermano i  docenti delle Aldini- il rischio e’ di trovarsi davanti a una scuola con meno laboratori, meno materie di indirizzo, meno insegnanti e meno democrazia, governata da un consiglio d’amministrazione che dovrebbe rispondere a criteri aziendali, mentre si trascura l’elemento fondamentale che nella scuola si debbono formare persone e non sfornare auto”.

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