Festa Pd con Vignetta: “No Tav e No People mover” [foto]


Iniziativa del comitato bolognese contrario alla monorotaia, che ha acquistato uno spazio pubblicitario per esporre un maxi-poster proprio all’ingresso della Festa dell’Unità.

29 agosto 2012 - 18:02

Il comitato No People Mover ha acquistato uno spazio pubblicitario da un’azienda privata, e per due settimane a partire da oggi un grande poster 6×3 rimarrà affisso in via Ferrarese, di fronte all’ingresso di Parco Nord, dove si sta svolgendo la festa dell’Unità.

Il Comitato vuole in questo modo ribadire l’opposizione ad un’infrastruttura inutile ed economicamente rischiosa per i cittadini emiliano-romagnoli, benché lucrosa per i soliti noti, sottolineando la piena assonanza delle politiche locali e nazionali del PD. Così come per il TAV i politici vanno per la propria strada: non incontrano i cittadini e si rivolgono anzi ancora più in alto, al governo tecnico, per legittimare il proprio operato tramite spiegazioni che non spiegano niente, onde poi riversare sui quotidiani fiumi di parole propagandistiche, che ancora misurano il progresso in quantità di cemento e ferro impiegato per costruire opere inutili dai nomi accattivanti. E’ inaccettabile che in un periodo di gravissima crisi economica, resa ancora più drammatica nelle nostre terre dalle conseguenze del terremoto, ci siano ancora amministratori pubblici che si permettono di “giocare con i nostri soldi”. Il Comitato No People Mover continuerà nelle prossime settimane a vigilare sulle decisioni della Giunta Merola, ribadendo la sua opposizione, ferma, pacifica e determinata, ad un’opera che perde definitivamente ogni senso ora che sta diventando sempre più concreta la possibilità di sbloccare i fondi ex metrò per completare il Sistema Ferroviario Metropolitano anche nella tratta che interessa il Comune di Bologna.

People Mover: stanno giocando con i nostri soldi!

La politica cittadina è tornata ad animarsi in questi ultimi giorni sui temi sempre caldi della mobilità sostenibile e delle grandi opere infrastrutturali. Le cronache locali dei principali quotidiani bolognesi si stanno occupando diffusamente delle vicende del Passante Nord, dei T-Days e dell’auspicabile “salvataggio” dei 225 milioni di euro già destinati al metrò e che il Comune sta tentando di far riconvertire dal Cipe, in vista del completamento del Servizio Ferroviario Metropolitano e della filoviarizzazione delle linee portanti del trasporto pubblico urbano. Si è tornati a parlare anche di People Mover. Da un po’ di tempo se ne erano perse le tracce, ma come l’araba fenice anche il People Mover pare sempre sul punto di poter rinascere dalle sue stesse ceneri. Ci siamo lasciati a febbraio con l’approvazione in linea tecnica, da parte del Direttore del Settore “Mobilità sostenibile” del Comune, del progetto esecutivo dell’infrastruttura. Il tutto è avvenuto in assenza di un aggiornamento del piano economico finanziario da parte del Concessionario dell’opera (Marconi Express), a fronte dell’incremento dei costi ipotizzato. Quest’ultimo passaggio, indispensabile prima di procedere all’apertura dei cantieri, non si è ancora concretizzato. Poi, a fine marzo, Romano Prodi ha rilanciato alla grande sul People Mover (essendone a tutti gli effetti il papà putativo!) durante il primo forum pubblico sul Piano Strategico Metropolitano all’Arena del Sole. Nel frattempo c’è chi ha chiesto con insistenza il prolungamento del tracciato della monorotaia fino alla Fiera; qualcun altro si è interrogato sulla sostenibilità economica dell’opera a regime, dopo la rinuncia definitiva dell’Università al proprio insediamento al Lazzaretto; qualcun altro ancora si è posto il dubbio se l’opera riesca a “smaltire” in maniera efficace i picchi di utenza che potrebbero verificarsi lungo la tratta, arrivando ad ipotizzare la necessità di un raddoppio della linea e del numero delle navette in azione. Dal Comune, invece, non è più giunto alcun segnale di vita. Nessun tipo di dialogo, nonostante le promesse più volte ripetute, è stato aperto con i cittadini che si oppongono alla realizzazione dell’opera. Nessun confronto pubblico e, soprattutto, nessun ripensamento, nonostante l’opposizione sempre più forte e visibile non solo del nostro Comitato ma anche di numerose forze politiche che siedono in Consiglio comunale e financo di esponenti dello stesso gruppo consiliare del Pd cittadino. Parallelamente va registrato un pressing insistente e continuo da parte di numerosi esponenti del mondo imprenditoriale e cooperativo bolognese (in primis Bruno Filetti, Giada Grandi, Luigi Amedeo Melegari, Piero Collina e Rita Finzi), i quali hanno esortato nelle ultime settimane Virginio Merola a rompere ogni indugio e a dare al più presto l’avvio ai lavori. Non sapendo come fare, preso tra l’incudine dei rapporti imprescindibili con i principali sponsor economici della sua elezione e il martello della crescente insofferenza dei cittadini per tutte quelle infrastrutture che – come appunto il People Mover – si giustificano solo in quanto generatrici di profitto per i soliti noti ai danni delle tasche dell’intera collettività, il Sindaco ha implorato un aiuto dall’alto. E l’aiuto è prontamente arrivato! Due notizie sono state riportate con enfasi dalla stampa cittadina nel corso della settimana appena trascorsa:

1) il People Mover è stato inserito esplicitamente come opera indispensabile per l’aeroporto Marconi nel “Piano nazionale degli aeroporti” che l’Enac ha commissionato alle società di consulenza Kpmg, Nomisma e One Works. Si tratta del documento base che il ministro Corrado Passera sta utilizzando per ridisegnare il sistema aeroportuale italiano. Per inciso si tratta dello stesso ministro che ha rifinanziato appena due settimane fa l’ennesimo piano delle grandi opere inutili con 100 miliardi di euro, destinati a tacitare le voraci grandi imprese che assediano il Governo Monti;

2) la Relazione annuale 2011 dell’Authority per la Vigilanza sui Contratti Pubblici avrebbe promosso a pieni voti il piano finanziario dell’opera, addirittura segnalando l’infrastruttura bolognese come uno dei project financingmeno rischiosi per le casse pubbliche italiane.

Per quanto riguarda la prima notizia, fa quantomeno sorridere il fatto che tra gli estensori del rapporto commissionato dall’Enac compaia Nomisma. Ci limitiamo ad osservare come una forzatura il fatto che, all’interno di una relazione tutta incentrata sugli assetti aeroportuali nazionali presenti e futuri, si ribadisca ancora una volta che la costruzione del People Mover è soluzione indispensabile per garantire la crescita di lungo periodo del Marconi.

Con riferimento poi alla seconda notizia, il testo completo della Relazione annuale 2011 dell’Authority per la Vigilanza sui Contratti Pubblici è consultabile al link che segue.

La Relazione è stata illustrata in Parlamento dal presidente dell’Authority Sergio Santoro il 4 luglio scorso. La notizia non è dunque di prima mano, ma si tratta in realtà di una “non notizia”. Infatti, facendo una semplice ricerca all’interno del testo della Relazione, il termine People Mover compare due volte. L’Authority si è limitata a svolgere un’analisi a campione su 10 casi di studio, tra i quali il People Mover, per trarre delle indicazioni di portata generale sulla adeguatezza dei “contratti di partenariato pubblico privato” in Italia. Nessuna promozione del piano finanziario del People Mover, dunque, ma solo la segnalazione di due motivi per i quali l’infrastruttura bolognese non è soggetta a criticità specifiche che coinvolgono invece altre opere esaminate.

Il Comitato No People Mover continuerà a vigilare nelle prossime settimane, per impedire che si realizzino ulteriori sperperi di denaro pubblico in un momento così difficile per i cittadini dal punto di vista della congiuntura economica. Se davvero si è prossimi alla riconversione dei finanziamenti ex metrò per il completamento del Sistema Ferroviario Metropolitano nella tratta di pertinenza del Comune di Bologna, sta per cadere ogni possibile giustificazione all’esistenza di un “finto” project financingcome l’attuale che scarica in realtà tutto il rischio di gestione dell’opera sulla comunità emiliano-romagnola tramite Tper. L’amministrazione comunale, anziché continuare a cercare improbabili legittimazioni dall’alto per un progetto che ha rivelato infiniti punti deboli, ignorando al tempo stesso ogni risposta di buonsenso ai cittadini, abbia finalmente il coraggio di investire nella direzione di una nuova e indispensabile ecologia politica, capace di creare un modello di società più giusto ed egualitario!

Comitato No People Mover

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