Federico Aldrovandi, al processo d’appello la pg chiede la conferma della condanna


Difesa-choc: “Gli agenti hanno immobilizzato Federico con modalità più lievi di quelle consigliate dai manuali di polizia”. Forse già venerdì la sentenza.

06 giugno 2011 - 18:55

Dopo la dura requisitoria della scorsa udienza, stamattina il procuratore generale ha avanzato la richiesta di confermare, senza neanche riconoscere le attenuanti generiche, la condanna in primo grado a tre anni e mezzo per eccesso colposo in omicidio colposo ai quattro poliziotti imputati per la morte del diciottenne ferrarese, fermato dalla loro volante all’alba del 25 settembre 2005, in via dell’Ippodromo, a Ferrara.  La pg ha inoltre stigmatizzato il comportamento degli imputati durante il processo e i tentativi di depistare le indagini e attenuare le proprie responsabilità.

Nel pomeriggio sono iniziate le arringhe della difesa: gli avvocati dei poliziotti sostengono che la fotografia del cuore di Federico, dal quale sono state dedotte le cause mediche del decesso, non può essere sufficiente come prova e  che, pur ammettendo tale tasi, formulata dall’ex consulente di prte civile professor Thiene, non sarebbe possibile stabilire quale dei quattro agenti sia l’autore del colpo mortale. I legali hanno inoltre rilevato contraddizioni nelle versioni dei testimoni e  fatto notare che i poliziotti avrebbero usato, per immobilizzare Aldrovandi, modalità più lievi rispetto a quelle consigliate dai manuali di polizia.

Venerdì prossimo si concluderanno le arringhe e potrebbe essere già pronunciata la sentenza.

> Vai allo speciale: “Federico Aldrovandi ucciso dalla polizia senza una ragione, con le cronache di tutta la lunga vicenza giudiziaria

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