Favola di Natale a Bologna


Un po’ di chiarezza su “eco-tree”, il primo albero alimentato a biciclette che la Giunta Comunale ha allestito in Piazza Nettuno.

20 dicembre 2009 - 18:44

Mi si dice che in piazza Nettuno le luci dell’albero di Natale (quello istituzionale, per capirci) siano accese da biciclette installate ai suoi piedi, a disposizione di chi voglia pedalare. Chi lo racconta mi trasmette la sua simpatia per quest’iniziativa, tanto che divento impaziente di vederlo – eventualmente anche di pedalare, mettendo da parte la puzza sotto il naso che tendo a manifestare quando c’è lo zampino delle Istituzioni.
Compresa la puzza (generale, non localizzata sotto il mio naso) che la Giunta comunale ci regala per Natale grazie alla nuova apertura del centro alle auto. Stessa Giunta, va da sé, che ha benedetto l’eco-tree.
Quindi vado. L’albero è abbondantemente illuminato da lucine bianche; quelle accese dalle biciclette sono le rosse. I cittadini è vero, pedalano – ma le luci che rispondono alle pedalate sono poche: le altre, la bianca maggioranza, sono fisse – chiaramente alimentate dalla rete elettrica. Mi chiedo cosa voglia dire tutto ciò. Provo a fare un elenco di alcune impressioni e provvisorie conclusioni.
Per prima cosa significa che hanno saputo usare bene gli strumenti della comunicazione pubblica e le emozioni che suscita: chapeau! all’ufficio stampa. Ecoblog, sito ecologista superficiale ma molto letto, non si è accorto di niente e ha rilanciato la notizia con entusiasmo. Eppure era chiaro già nel comunicato ufficiale: il consueto albero di Natale in piazza Nettuno sarà a basso consumo elettrico e si illuminerà grazie alla partecipazione dei cittadini (…) sarà adornato di piccoli puntini luminosi bianchi e rossi, di decorazioni fatte di barattoli di plastica riciclati. Intorno, a raggiera, saranno posizionate delle biciclette usate ognuna delle quali, attraverso la pedalata dell’adulto e del bambino, porterà energia ai fili luminosi rossi che si accenderanno. Quindi solo i rossi sono ecologici. Gli altri sono soltanto “a basso consumo”.
Secondo: le vie del greenwashing sono ancora tante, e sarebbe bene tenerlo sempre presente.
Terzo. L’albero eco-compatibile, pur a basso consumo, devo supporre sia nella sua parte prevalente alimentato dal mix usuale di fonti energetiche, ovvero 73% da combustibili fossili – in crescita attualmente il gas e incredibilmente il carbone, in prospettiva il nucleare. Se sulle fonti fossili il partito al governo a Bologna condivide pienamente le scelte del PDL, sul nucleare il PD deve ancora decidere se fare un po’di opposizione o fare “appena un po’di opposizione”, o “appena-appena un po’ “ eccetera. Anche sugli inceneritori (che formalmente sono alimentati da fonte “assimiliata alle rinnovabili”) il partito di Delbono-Campagnoli etc. condivide la politica energetica del governo nazionale (cioè li adorano, i “termovalorizzatori”).
Infine. Da un punto di vista simbolico (che altro è un albero di Natale, in effetti?) il messaggio di cui il bell’abete è incolpevole ambasciatore sembra essere: “noi facciamo tutte le turbogas etc. che ci pare, perché questo deve garantire lo show che must go on (ovvero le lucine bianche). Voi pedalate così vi sentite utili e soprattutto così state partecipando a rendere più verde il mix di fonti energetiche, e quindi essendo nostri collaboratori non ci romperete le palle quando faremo un impianto nocivo sotto casa vostra – al limite se pedalate più forte lo facciamo più piccolo. Però non dimenticate mai che voi state giocando con le misere lucine rosse, noi con le maestose luci bianche.”
Chi è in grado di smentirmi lo faccia, e mi restituisca la voglia di fare un pedalata sotto quell’albero.

Wolf Bukowski

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