Ex Arcobaleno: “Sgombero? Una follia!” [petizione+comunicato]


I devoti di Santa Insolvenza chiedono l’apertura d’un tavolo di trattativa, e rilanciano: un intervento delle fdo “non farebbe finire le ragioni di questo percorso, anzi le rafforzerebbe”. Partita petizione online, 200 firme in poche ore.

14 novembre 2011 - 17:24

“Alla Questura diciamo che ci sembra folle che un’esperienza di questo tipo possa concludersi con uno sgombero, che tra l’altro può diventare violento. Faremo di tutto per scongiurarlo. Al Comune invece diciamo che non è con uno sgombero che si risolvono i problemi che vengono posti da mesi dalle piazze di tutto il mondo. Di certo  anche un eventuale sgombero non farà finire le ragioni di questo spazio, anzi le rafforzerà”, spiega Giulia durante la conferenza stampa indetta oggi dagli occupanti dell’ex cinema Arcobaleno di Piazza Re Enzo, da venerdì “Community Center Santa Insolvenza”

“C’e’ una delibera del Consiglio comunale del 2007 che vincola questo immobile e vieta il cambio di destinazione d’uso – continua Giulia, entrando nello specifico della status dello  spazio – può essere riaperto solo se resta un cinema. Sappiamo che c’è un’idea della Cineteca per acquisirlo e riaprirlo come cinema, ma per un progetto del genere   ci vogliono soldi e quindi finché non ci saranno questo stabile rimarrà vuoto”. Al proprietario “abbiamo chiesto di accordarci su una data d’uscita, fra tre settimane o un mese – prosegue – ma ci ha risposto che ha messo tutto in mano alla Questura ed è per questo che ora chiediamo alla Questura di trattare”. Se dal comune arrivasse la proposta di un altro spazio? Gli occupanti sono disposti a ragionarne, “purché non sia un monolocale al Pilastro, la priorità è far proseguire questa esperienza”.

“Stanotte abbiamo organizzato la ‘Notte dei corti viventi‘, dalle 21 alle 7, in cui proietteremo ininterrottamente corti. Anzi, se qualcuno dovesse presentarsi qui domattina alle 5 per sgomberarci – scherza Alessio, un altro degli occupanti – ditegli di fare piano e in silenzio, perché non vogliamo che la proiezione sia disturbata”.

“Merola dice che abbiamo fatto danni alla città. Vorremmo proprio sapere in che modo – si chiedono i devoti di Santa Insolvenza – per noi invece si danneggia la città chiudendo questa esperienza. I Comuni non hanno piu’ soldi per nulla, qui ci sono 200 persone che gratuitamente e a costo zero fanno vivere un servizio e uno spazio, penso che dovrebbero apprezzare”.

Intanto da stamattina è partita una petizione online che in poche ore ha già superato le 150 adesioni

> Firma la petizione online: di seguito il testo

FIRMA PER DIFENDERE IL COMMUNITY CENTER SANTA INSOLVENZA

Siamo studenti e studentesse, precari e precarie, lavoratori sfruttati, artisti, migranti senza diritti, cassaintegrati, uomini, donne e trans, che venerdì sera sono entrati all’ex cinema Arcobaleno, di Piazza Re Enzo, nel pieno centro di Bologna. Questa occupazione è il risultato di un percorso nato da diverse assemblee in Sala Borsa, aperte e partecipate, continuato con azioni comunicative guidate da Santa Insolvenza, e culminato venerdì sera con un corteo di oltre mille persone, durante la giornata di mobilitazione internazionale dell’11-11-11.

L’ex cinema Arcobaleno, chiuso da cinque anni, è stato riaperto alla città e si è trasformato in una piazza coperta in cui sperimentare la costruzione del comune e nuove pratiche dello stare insieme, capaci di dare risposte concrete alle problematiche quotidiane imposte dalla crisi.

In questi primi 3 giorni il Community Center è stato attraversato da migliaia di persone che hanno dato vita ad assemblee e laboratori di discussione e di proposta su università, nuove pratiche comunicative, diritto all’insolvenza contro il debito delle banche e per un reddito di cittadinanza, e libero accesso a saperi, arte e cultura.

A sole quarantotto ore dalla riapertura, nella sala stracolma dell’ex cinema, è già stato proiettato il primo film, “Old Cinema – Bologna Melodrama”, un documentario di Davide Rizzo che racconta dei vecchi cinema dismessi di Bologna. Altre proiezioni gratuite sono previste per i prossimi giorni.

Ci arriva oggi la notizia che è stato predisposto un ordine di sgombero, decisione che evidenzia ancora una volta l’incapacità del comune e delle istituzioni nel riconoscere il valore di esperienze come questa. Consapevoli che non sarà un eventuale sgombero a fermare le potenzialità e la progettualità politica espresse da questo percorso, chiediamo a tutti e tutte voi di firmare l’appello per sostenere il Community Center Santa Insolvenza.

 

> Leggi il comunicato stampa:

Community Center: Contro la crisi uno spazio restituito alla città

L’occupazione dell’ex cinema arcobaleno, ormai in stato di abbandono da oltre cinque anni è giunta al terzo giorno. Il percorso che ha portato a riaprire questo spazio e riconsegnarlo alla città è nato dalle assemblee pubbliche svoltesi nei mesi scorsi in sala borsa. Centinaia di cittadini, lavoratori, precari, studenti delle superiori e dell’università, migranti, attivisti del mondo gay lesbo trans queer, sotto il segno di Santa Insolvenza, protettrice di tutti coloro che non sono disposti a pagare questa crisi, hanno deciso che in occasione della mobilitazione globale dell’11 novembre avrebbero aperto uno spazio per dare vita a un community center.

Un luogo dove dare vita e corpo ai percorsi nati dalle assemblee, ai laboratori che a partire dai nostri bisogni si traducano in pratiche concrete per uscire collettivamente da questa crisi. In questo luogo stiamo costruendo la mobilitazione studentesca del 17 novembre e la manifestazione nazionale per l’acqua bene comune del 26 novembre. Sono nati laboratori attorno ai temi della mobilità, delle condizioni abitative, sull’insolvenza che si incarna nell’opporsi allo strozzinaggio di equitalia e ancora progetti di asili nido autogestiti e contro la precarietà e il lavoro non retribuito.
Sarà un piccolo segnale, ma per noi il diritto all’insolvenza significa anche, godere gratutitamente di un cinema nel cuore della città. E la città questo l’ha capito. Ieri sera, ad assistere alla proiezione di Old Cinema – il film documentario di Davide Rizzo sulla funzione sociale del cinema nel processo di ricostruzione del dopoguerra, raccontata attraverso la memoria dei bolognesi -, c’erano quattrocento persone. Un applauso di quattro minuti ha chiuso l’evento. Dati alla mano, siamo stati la sala cinematografica con la maggiore affluenza nel territorio.

Apprendere l’atteggiamento di chiusura da parte del Sindaco Merola, che dopo essersi detto in un primo tempo comprensivo delle nostre ragioni ora parla di sgombero ci invita a riflettere.
E quale sarebbe il “danno” che ci attribuisce il Sindaco? Aver ripulito e rivitalizzato uno spazio in disuso nel cuore della città rendendolo attraversabile da gente di ogni età ed estrazione sociale?
Abbiamo cercato un rapporto col proprietario dicendogli che siamo disposti a trattare, con la mediazione del Comune, su una data di uscita. Questo è il messaggio che noi mandiamo alle istituzioni: se veramente il Comune sembra intenzionato a proseguire sulla linea del dialogo, allora noi siamo disposti a sederci a un tavolo in cui discutere insieme una soluzione che possa garantire la continuità dei nostri progetti.

A due giorni dalla caduta del governo Berlusconi, il sindaco Merola preferisce invece inseguire Lega e PDL sul terreno delle politiche securitarie: non si può sostenere che “il vento è cambiato” se le forme di governo della città e delle istituzioni sono sempre le stesse.

Lo sgombero non sarà certamente una risposta duratura alle questioni reali che poniamo: La città ha bisogno urgente di luoghi aperti alla discussione e all’elaborazione politica e culturale. Non ci aspettiamo che sia un governo di banchieri a risolvere i nostri problemi. Siamo noi a doverlo fare in prima persona e continueremo a farlo perché questa è l’unica via d’uscita dalla crisi che possiamo immaginare e praticare.

Contro lo sgombero abbiamo preparato una petizione che invitiamo tutta la cittadinanza a firmare e che dopo poche ore ha già raccolto l’adesione di 500 persone, tra i primi anche l’attore Alessandro Bergonzoni. Sappiamo già, perché lo vediamo tutti i giorni, che otterremo un sostegno e una solidarietà diffusa.
La nostra resistenza sarà creativa e parlerà all’intera città.
Per questo, invitiamo tutte e tutti a partecipare questa sera alla “Lunga notte dei corti”: una notte bianca dei cortometraggi per allontanare tutti insieme la minaccia dello sgombero.
Il Community Center è rimasto aperto tutto il giorno ad accogliere i numerosi cortometraggi portati da registi bolognesi e non. Siamo già all’eccesso e possiamo già dire che abbiamo materiale per altre nottate.
Se domattina la polizia entrerà nello stabile dell’ex Cinema, lo dovrà fare in silenzio e senza disturbare, perché nella sala ci saranno centinaia di persone che hanno tutto il diritto di guardare le opere presentate.

Siamo disposti al dialogo, certi che le nostre siano le ragioni di molti in questa città.

Alle politiche repressive, risponderemo con reti di solidarietà sempre più ampie e forme di democrazia diretta.

Assemblea del community center Santa Insolvenza

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