Errori nei test, ecco l’Invalsi corretto…


A diffondere la versione giusta ci pensa il Cesp (Centro studi per la scuola pubblica) di Bologna. Cobas: “Un successo il primo giorno di sciopero”. Cas: “Boicottare i test, vali più di un numero”.

10 maggio 2012 - 13:23

Per un errore inspiegabile le ultime due pagine del test di italiano delle seconde classi distribuito ieri nelle classi è giunto con alcuni errori. Abbiamo pregato gli insegnanti di non tenerne conto e di rifare il test nella corretta versione, che potete scaricare direttamente qui.

Grazie della collaborazione.

Il responsabile dis-Invalsi 2012

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Un successo il primo giorno di sciopero contro i distruttivi quiz Invalsi

Domani (oggi, ndr) si replica alle Medie, il 16 alle Superiori con presidio insieme agli studenti all’Ufficio scolastico Provinciale

Oggi (ieri, ndr) nella prima giornata di svolgimento dei test Invalsi a Bologna lo sciopero proclamato dai cobas ha avuto un importante successo.

La scuola Fortuzzi chiusa, tante altre scuole con molte classi a casa per lo sciopero dei docenti, molti genitori hanno tenuto a casa i bambini, li hanno portati ai Giardini Margherita per la lezione anti-invalsi dell’assemblea delle scuola, altri hanno richiesto il mantenimento della normale attività didattica. Le scuole elementari non hanno potuto quindi svolgere regolarmente le attività collegate ai test.

Ci arrivano però da diverse scuole notizie di docenti in sciopero sostituiti, di classi accorpate e ammassate: se le notizie saranno confermate, laddove verificheremo attività anti-sindacali da parte di presidi adoratori dell´Invalsi saremo obbligati a procedere per vie legali. Anche tanti genitori hanno tenuto a casa i bambini/e, ampliando la sacrosanta attività di boicottaggio degli indovinelli, che oltretutto dilapidano i già pochi soldi investiti nella scuola.

Domani saranno le scuole Medie a continuare la protesta e a scioperare contro la miserabile scuola-quiz che smantella materialmente (tagli di scuole e posti di lavoro, blocchi di stipendi e scatti di anzianità, furto di pensioni, riduzione degli investimenti) e culturalmente l´istruzione, trasformando i docenti in addestratori di quiz, che preparino gli studenti ad una futura manovalanza precaria. Sempre domani dalle ore 15 alle ore 17 davanti alla sede USP ci sarà l’iniziativa “INFALSI” del Coordinamento Precari. E la protesta culminerà nella giornata del 16 maggio quando entreranno in campo anche gli studenti delle Superiori con varie forme di boicottaggio dei quiz e con manifestazione.

Ribadiamo che i quiz Invalsi non sono obbligatori, nonostante la frasetta del Decreto Semplificazioni che li giudica “attività ordinaria”. Ogni attività “ordinaria” al di fuori delle lezioni e delle riunioni degli Organi collegiali (ad es. gite scolastiche), oltre a dover essere decisa da questi ultimi, non comporta alcun obbligo per docenti, ATA o studenti.

Diffidiamo infine i presidi sia dal diffondere false notizie su presunte revoche di sciopero da parte dei COBAS, sia dal sostituire gli scioperanti, azione che, come già detto, ci obbligherebbe a denunciarne alla magistratura i responsabili.

Cobas Bologna

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E´ opportuno cominciare facendo un discorso più allargato rispetto alla sola critica al test Invalsi, parlando della scuola nella sua struttura attuale, fatta a puntino per una società marcia e funzionale al capitalismo. L´istruzione italiana è sempre stata vittima, anno dopo anno, di riforme e tagli volti al lucro di pochi, tagli che sono intervenuti ancora una volta sul bene comune che è la scuola pubblica, e ancora di più sulle teste di precari e lavoratori del mondo della formazione.

Intelligente risparmiare sul sapere, da parte loro, oltre che gonfiarsi il portafogli, ottengono un sensibile calo nella consapevolezza dei giovani, non in grado di osservare la realtà con occhio critico, non in grado di guardare un telegiornale e capire cosa davvero stia accadendo, al di fuori delle favolette su blackblock o ministri che piangono. La scuola però, nonostante tutti questi tagli, mantiene la sua struttura rigidamente gerarchica ed opprimente, insegnando agli studenti quell´insieme di “buone maniere” che ti fanno chinare la testa di fronte ad un capo, che ti fanno ripettare le istituzioni anche quando si prendono gioco della tua stessa vita. La scuola pubblica ha quindi perso ogni capacità di insegnamento e cresicita negli studenti, diventando solo ed unicamente un piccolo centro di brainwashing collettivo.

In questi edifici grigi e bui, piccole caserme di futuri consumatori inconsapevoli, c´è un ulteriore presenza che va a monitorare e direzionare l´avvenire della scuola pubblica e siamo ben consapevoli di dove vuole mandarla. Si tratta del test Invalsi, una prova ministeriale che coinvolge ogni anno gli studenti di 5 elementare, 3 media e 2 liceo, questa prova viene detta non valutabile ed anonima ma non è così, ogni scheda dei test è contrassegnata da un codice alfanumerico riportante città, scuola, classe e numero nell´ordine del registro dello studente a cui è assegnata.

La prova è composta da 3 parti, una prima di italiano, con domande a risposta chiusa prive di qualsiasi richiesta analitica o espositiva; una di matematica sempre a crocette; ed una terza, ancora più ignobile e squallida, di indagine sociale, in cui vengono chiesta infomrmazioni personali agli studenti, per esempio il lavoro e la proveninenza dei genitori, le abitudini di tutti i giorni, fino ad arrivare a chiedere il numero di libri sugli scaffali delle case. Questo è da leggersi come un chiaro tentativo di esercitare un capillare controllo sugli studenti e sulle scuole, per arrivare poi a dividerle in scuole di serie A e di serie B. Il test Invalsi considera solo una ristretta quantità di capacità e conoscenze, solo quelle utili e funzionali al progresso economico, non viene considerata tutta la parte astrattiva e creativa, la capacità espositiva, ancor di più la capacità critica, solo frustranti crocette.

Come piccoli calcolatori gli studenti vengono istruiti a mettere crocette qua e la, scegliendo tra le poche possibilità già date. E´ sempre questo che viene insegnato, limitarsi alle scelte date da qualcuno più potente, rispondere correttamente ed obbedire.

Invitiamo quindi tutti/e il 16 maggio a lasciare in bianco il fascicolo e a cancellare il proprio codice dalla scheda.

VALI MOLTO DI PIU’ DI UN NUMERO!

Collettivo autonomo studentesco

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